sabato 31 marzo 2012

Roberto Pazzi e Renato Barilli per La Stanza sull'Acqua (Bompiani, '12) a Ferrara

Renato Barilli | http://www.frittelliarte.it/it/curatori.php?id=40PAZZI ROBERTO SCRITTORE | http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/2011/07/11/541812-narrativ...
Presentazione della "La stanza sull'acqua" di Pazzi

Ultimo libro dell'autore che dialogherà con Renato Barilli

Sabato 31 marzo alle ore 18, presso la Storica Sala dell'Oratorio San Crispino, si terrà la presentazione dell'ultimo libro di Roberto Pazzi "La stanza sull'acqua", dialogherà con l'autore Renato Barilli, critico e storico letterario e d'arte.
"La stanza sull'acqua", ambientato sulle sponde del Nilo, dove non si vedono che distruzione e presagi di morte. Una nave, bianca e misteriosa, risale a fatica le acque. Un'altra, nera e non meno inquietante, discende il fiume. Entrambe sono l'ultima dimora di due vite specularmente affini, dai legami del sangue al destino inscritto negli astri. Alla prima, e a pochi uomini che credeva fedelissimi, Cleopatra, ormai consapevole di essere prossima alla fine, ha affidato l'unico figlio avuto da Giulio Cesare: Cesarione...... C

ESTENSE COM FERRARA

Futurismo per la Nuova Umanità recensione di Pierluigi Casalino *bonus video

*cover Marco Lodola
http://www.armando.it/schedalibro/22155/Futurismo-per-la-nuova-umanit

ROBERTO GUERRA. L'ALTRO VOLTO DEL FUTURISMO
Una domanda impegnativa, alla quale credo di dover rispondere in modo altrettanto impegnativo, se mi è consentito.
Roberto Guerra neofuturista ferrarese, fonde in sè le due bipolarità entro le quali ha oscillato – e continua ad oscillare – il messaggio futurista: la dimensione del futuro da un lato, grande categoria entro la quale confluiscono le intuizioni e le avanguardie di sempre, e dall'altro l'icona che dell'anima futurista è la forma espressiva più innovativa.  Momento felice di questa originale interpretazione dell'ansia di nuovo, propria di un movimento così connaturato con l'aspirazione più profonda dell'uomo alla sfida dell'esistente, è il libro "Futurismo per la Nuova Umanità" Appena pubblicato per i tipi di Armando), che Guerra propone all'insegna della "negazione della negazione":
per l'autore il nuovo non è che il frutto di un ribaltamento della fase precedente, di ogni fase precedente, secondo una circolarità del fenomeno estetico, che richiama atmosfere "deperieane", che finiscono per rigenerare ciclicamente forme rinnovate di passato.
E a Depero Guerra si rifà nell'invenzione di prospettive sghembe, impercorribili itinerari della coscienza e della fantasia, fino a suggerire un'interspazialità nuova, slittante dell'arte e della descrizione del mondo, disegno slittante delle cose, che disorienta il lettore, imponendogli una diversa messa a fuoco mentale....

CONTINUA PIERLUIGI CASALINO BLOG
http://casalinopierluigi.bloog.it/roberto-guerra-l%E2%80%99altro-volto-del-futurismo.html

Ferrara 2012: il grande ritorno delle Mille Miglia

 
*ASINO ROSSO- dopo due anni di incredibile e forzato esilio, grazie ai pruriti ecofondamentalisti rossi del PD locale, le Mille Miglia a furor di popolo (e di audience...) torna..  a Ferrara, la città estense ...tappa anche storica e mitica della gran corsa d'Italia, quando non soltanto celebrativa e "virtuale" come nella sua edizione moderna, ma simbolo della Nuova Italia del Novecento proiettata futuristicamente nell'avvenire...   Ora- a Nerone quel che è di Nerone- un applauso ai promotori ferraresi del ritorno, istituzionali e privati e appassionati tutti!  Marco Cremonini  Como/Neuchatel

Dopo due anni di assenza, il 17 maggio prossimo la Mille Miglia torna a far tappa a Ferrara.
Per questa edizione il centro storico estense non si limiterà semplicemente ad accogliere la carovana della Freccia Rossa: Delphi International, la società di comunicazione organizzatrice della tappa ferrarese, insieme al mondo associativo della città, ha organizzato numerosissimi eventi, che accompagneranno la corsa di auto d'epoca più famosa del mondo.
Sotto il nome di Ferrara, il Teatro della Storia, dalla Mille Miglia al Rinascimento Estense sono previste svariate iniziative che avranno inizio giovedì 17 maggio, giorno dell'arrivo della Mille Miglia, fino a sabato 19, quando andrà in scena il Giuramento del Palio.
Si inizierà con il Ferrari Tribute: una sfilata di 150 splendide vetture di Maranello che dalle ore 23.00 anticiperanno il passaggio delle auto storiche provenienti da Brescia.
Altra novità di quest'anno riguarda il percorso della manifestazione. Le vetture della Mille Miglia attraverseranno viale Cavour per poi entrare in Piazza Castello (non più in piazza Trento e Trieste) dove si terrà il controllo orario e la consueta passerella dinnanzi agli spettatori..... C
 
IL RESTO DEL CARLINO FERRARA
 http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/motori/auto/2012/03/30/689652-mille-miglia-ferrara.shtml

Depero 2012: Casa d'Arte Futurista-Depero- 30 3/2 9/2012 a Rovereto




DEPERO 1912.
Il Touring Club Italiano tra
futurismo e irredentismo


Casa d'Arte Futurista Depero. Dal 30 marzo al 2 settembre 2012


Cos'ha fatto Depero tra il 1909, anno in cui studiava alla Scuola Reale Elisabettina di
Rovereto, e il 1914, anno in cui i futuristi lo accolgono a braccia aperte a Roma?
Un recentissimo ritrovamento ci permette di farcene un'idea molto chiara: un album con
fotografie della Val di Fiemme, decorate da Depero nel 1912 e finora inedito. L'album
fu commissionato a Depero dall'imprenditore Mario Rizzoli, e dedicato al Touring Club
Italiano "propugnatore del rimboschimento delle valli del Trentino".


Questo volume è ora il fulcro dell'esposizione "DEPERO 1912. Il Touring Club Italiano
tra futurismo e irredentismo", a cura di Nicoletta Boschiero e prodotta dal Mart in
collaborazione con il Touring Club Italiano. La mostra sarà in visione alla Casa d'Arte
Futurista Depero di Rovereto dal 30 marzo al 2 settembre 2012


L'album è stato fortuitamente ritrovato nel 2009. L'attribuzione è certa: il nome "Fortunato
Depero" è ben leggibile sotto un disegno a destra della terza pagina. Ogni pagina del volume
è abbellita da decorazioni ad acquerello, china e biacca e didascalie a inchiostro
eseguite da Depero.
Il Mart espone l'opera per la prima volta al pubblico al termine di un restauro condotto
dal Servizio dei Beni Librari e archivistici di Trento. Attraverso le immagini si snoda una
lunga sequenza della vita delle foreste: l'estrazione della torba, la crescita degli abeti rossi,
dei larici e di altre conifere; il lavoro dell'uomo e il processo produttivo del legname; la
costruzione di argini, strade e ponti. Una vera elegia dei boschi della Val di Fiemme e della
Magnifica Comunità, il secolare organo di autogoverno della valle trentina.....C

venerdì 30 marzo 2012

RAZZISMO ALIMENTARE di Gianfredo Ruggiero



 Gianfredo Ruggiero, Presidente Circolo Culturale Excalibur - Varese



Per porre fine ai maltrattamenti su alcune specie di animali come cani, gatti o cavalli siamo, giustamente, pronti a mobilitarci, a raccogliere firme su internet e a scrive lettere di sdegno ai quotidiani.
Il  nostro cuore si riempie di rabbia quando vediamo in TV  le raccapriccianti immagini delle galline ovaiole costrette in spazi angusti, nella sporcizia e con gli arti atrofizzati o quando ci sbattono davanti agli occhi le sequenze dei cagnolini importati illegalmente dall'est europeo in camion asfittici, senza cibo e acqua.
Davanti a tanta crudeltà il nostro smisurato amore verso gli animali si manifesta con tutta la sua forza e la rabbia ci assale.
Però, quando altre specie o razze di animali, evidentemente ritenute meno nobili, sono allevate in condizioni altrettanto  raccapriccianti e ancora in tenera età sono portate al macello per essere letteralmente scannate per poi finire sulle nostre tavole, il nostro incommensurabile amore verso gli animali... improvvisamente scompare per fare posto al piacere del palato.
Micini e cagnolini ci riempiono di gioia, maialini, coniglietti e pesciolini ci riempiono...la pancia.
Se questa non è ipocrisia è perlomeno... razzismo alimentare.

RAZZISMO ALIMENTARE
Siamo tutti animalisti, a tavola però...

Questa mail vi giunge nominalmente in virtù del programma di distribuzione che le invia singolarmente.
Ultimo aggiornamento: 19.263 iscritti.
Per cancellarsi inviare una mail con oggetto "rimozione mailing list".


Lindsey Stirling Crystallize * video

Fai Notizia Radio Radicale : Quando a evadere la legge e' l'Agenzia delle entrate


   
Dirigenti nominati senza il concorso pubblico previsto dalla legge. Arriva il condono del Governo
Più di 800 dei dirigenti dell'ente pubblico che vigila contro l'evasione fiscale di cittadini, imprese, partiti ed enti in tutta Italia, è stata scelta in maniera discrezionale, senza criteri di trasparenza ed è tenuta sulla corda della revoca. Infatti i dirigenti non sono di ruolo e dunque facilmente revocabili se non in linea con i superiori. A chi conviene tutto questo?
Ma la legge vigente è chiara e dopo le condanne del Tar all'Agenzia delle entrate, il Governo Monti presenta in Parlamento il "salva dirigenti", un piccolo comma contenuto nella Legge semplificazioni.
FaiNotizia.it vuole raccontarvi una storia che pochi conoscono...
Immagine in linea 1
L'Agenzia delle Entrate, sottoposta alla vigilanza del Ministero dell'economia per quanto riguarda l'indirizzo politico, gode di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria.
Questa autonomia gestionale permette all'Agenzia di collocare le risorse umane, senza alcun controllo, nemmeno di spesa. Unico vincolo, come ogni Ente pubblico, il rispetto delle norme sull'accesso ai ruoli dirigenziali, consentito solo tramite concorso pubblico.
Peccato però che l'ultimo concorso pubblico risalga a 12 anni fa e che 800 attuali dirigenti dell'Agenzia, siano stati scelti tra i funzionari interni, senza criteri di trasparenza e senza concorso pubblico. Questo significa che i nominati che occupano un ruolo dirigenziale non sono dirigenti effettivi e possono quindi essere facilmente sollevati dall'incarico dai propri superiori.
Insomma la maggioranza dei dirigenti dell'Agenzia che vigila contro l'evasione fiscale di cittadini, imprese, partiti ed enti in tutta Italia, è stata scelta in maniera discrezionale ed è tenuta sulla corda della revoca.

Le pronuncie del Tar non è piaciuta all'Agenzia delle entrate che ha proposto ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato, ricavandone, nelle more della discussione di merito, la sospensiva della eseguibilità della sentenza. L'agenzia ha dunque chiesto una norma di "copertura" al Governo.
Il governo Monti ha tentato prima con i decreti precedenti (Milleproroghe e Liberalizzazioni) e adesso con il decreto semplificazioni, approvato ieri al Senato ed ora alla Camera per l'approvazione definitiva, che contiene al comma 24 articolo 8 la norma "salva dirigenti".


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mercoledì 28 marzo 2012

De Cusatis (e Campi) del progetto Nuova Oggettività su Il Giornale per l'affaire Pessoa del pur grande Tabucchi


 


Convinto, senza confessarlo, di incarnare l'ultimo eteronimo del poeta portoghese, lo scrittore italiano volle diventare non un semplice pessoano, e neppure il pessoano per antonomasia. Ma il suo alter ego intellettuale. Non gli interessava essere suo discepolo. Volle esserne il Profeta. Lo studiò, lo tradusse, lo fece pubblicare. Sempre però schifando - e ostacolando con il proprio potere editoriale e accademico - chiunque altro provasse a occuparsene.
Tabucchi, è vero, ha contribuito in maniera fondamentale a far conoscere Pessoa in Italia. Ma fece conoscere un Pessoa, non tutto. Ne diffuse il Verbo. Interpretandolo a suo modo. Sdoganò un Pessoa a suo uso e consumo ideologico, dimenticando e facendo dimenticare il Pessoa che sconfessava le sue idee progressiste e democratiche. Lo amava alla follia. E lo strinse in un abbraccio così forte da soffocarlo.
E così anche l'Italia dei salotti corretti, quelli più chic, dove si sfoglia la Biblioteca Adelphi, e poi addirittura i tascabili Guanda o i supereconomici Newton Compton - dieci anni dopo le pubblicazioni clandestine degli editori «fascisti» come Settimo Sigillo o liberali come Ideazione - potè leggere e parlare del poeta di Lisbona, del suo leggendario baule, dei suoi eteronimi. Ma, grazie e per colpa del monopolio culturale imposto in Italia da Antonio Tabucchi e da Maria Jos´ de Lancastre, sua moglie, il grande pubblico ha assaggiato un Pessoa in salsa progressista: un lirico e un impolitico. Vittima di un'operazione di profilassi, non inconsueta per gli autori ascrivibili alla cultura di destra, Pessoa è stato letto a senso unico. Trascurandone gli aspetti scomodi: il neopaganesimo, il nazionalismo, l'esoterismo. Il pensiero conservatore in ambito filosofico e l'anima liberista in quello economico.
Su questo Pessoa, quello che ideò la pubblicità della Coca-cola per il mercato portoghese, ad esempio, non il Pessoa à la Feltrinelli, hanno scritto molto, ad esempio,
Brunello De Cusatis, il primo a presentare in Italia gli scritti di sociologia e teoria politica del portoghese (e che fu attaccato violentemente da Repubblica nel '94 e dallo stesso Tabucchi sul Corriere della sera nel 2001, per palesi ragioni ideologiche e per nascoste motivazioni accademiche), oppure Alessandro Campi, che nel 1994 curò un numero monografico della rivista Futuro Presente su Pessoa dal titolo «Politica e profezia».
(De Cusatis, tra gli autori- 90 e più- del recente libro Manifesto "Per una Nuova Oggettività, 2011. Heliopolis, 2011...ndr.)Profetici, in quei testi critici c'era tutto il Pessoa che sarebbe stato, poi, edulcorato: l'anarchico di destra, l'antidemocratico, l'uomo d'ordine. Quando qualcuno, da destra, mostrò l'altra faccia di Pessoa fu ferocemente contestato. Eppure, il mite poeta portoghese scrisse l'elegia Alla memoria del Presidente-re Sidónio Pais, dedicata al dittatore assassinato nel 1918; nel 1928 pubblicò L'interregno, una giustificazione della dittatura militare; e negli anni Venti e Trenta firmò interventi critici sulla democrazia, elitari, duramente antiborghesi. E per quanto riguarda le poesie antisalazariste, furono tutte scritte nel suo ultimo anno di vita, il 1935, dopo la mancata assegnazione del primo premio al suo poema Messaggio... Come riconoscono critici e storici portoghesi (ma non volle dirlo n´ pensarlo Tabucchi), gli interventi di Pessoa a favore dei regimi furono sempre pubblici, contrariamente alla sua posizione contro Salazar, confidenziale.... C

 http://www.ilgiornale.it/cultura/racconto_solo_pessoa_che_faceva_comodo_sinistra_salotti/26-03-2012/articolo-id=579461-page=0-comments=1
 http://nuovaoggettività.blogspot.com

domenica 25 marzo 2012

Paolo Melandri Preghiera gnostica/Oscurità *poesia


Oscurità


Buio per ogni dove. I Tuoi decreti,
Signore, quanto dall'umana vista
sono lontani! Tutti son lontani
e son nascosti a noi, non comprendiamo.


Ti celi. A volte a noi basta un miracolo,
pur piccolo, per credere: se un fiore
repente sboccia presso una finestra.
La mia fede si nutre di miracoli


e di silenzio. So che di miracoli
non v'è bisogno per chi è tutto Tuo.
Eppur vivo così la Tua presenza,
i segni Tuoi impalpàbili li adoro


perché di Te son traccia, dono e via:
barlume e luce a tratti anche a me giungono.
Accresci la mia fede: fa' ch'io veda
anche al di là dei segni, ch'io ti scorga


non solo quando neve senza venti
annuncia una bellezza immateriale,
non solo quando una modulazione
mi svela che non è vero il reale,
che quanto noi viviam non è che sogno.




Paolo Melandri
8 marzo 2012

*TRA GLI AUTORI DEL LIBRO MANIFESTO NUOVA OGGETTIVITA' (Heliopolis, 2011)

Intervista al poeta-scienziato Alex Gezzi *video

  

Monnalisa - Leonardo da vinci | http://www.ffblog.altervista.org/index.php?id=quadri3d*La Gioconda in 3D
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D-  Alex:  poesia, teatro e scienza, forse questo il leitmotiv della tua ricerca costante, esatto?


In realtà, credo di essere nato affetto da un'ossessione, da una vera e propria forma maniacale per tutto ciò che concerne la Bellezza; il desiderio di voler raccontare questo mio mondo mi ha portato ben presto ad allontanarmi dalla medicina classicamente intesa per avvicinarmi ad altro.
Potrei dire di essere alla continua ricerca di una poetica della didattica che a tutti permetta di approcciare argomenti sulla carta per niente facili. Ho sempre amato affrontare argomenti complessi, che mi sono divertito a sezionare – qualcosa di medico è rimasto, come puoi vedere – nel tentativo di renderli di facile comprensione. A me, prima che agli altri. Ed una volta che mi sembra di aver capito ecco la necessità di andarlo a raccontare, e non più solo con le parole ma anche con l'aiuto di una comunicazione che si avvale di diverse altre arti, quali musica, danza, pittura, poesia. Ed ecco entrare in scena TEATROSCIENZA, gruppo teatrale da me fondato, gruppo teatrale sulla soglia di tutte le arti, gruppo teatrale che insegue il desiderio di teatralizzare la scienza, desiderio che nasce, come detto, dalla necessità di meglio comprendere e di meglio diffondere tutto ciò che è conoscenza. Vengono  concepiti, a tal fine, eventi creativi capaci di totalizzare tutti i linguaggi e tutte le forme in modo da affermare un approccio del sapere fondato sull'intreccio e sullo sconfinamento, restituendo quella totalità che l'univocità di un solo linguaggio difficilmente può dare. Ci sentiamo un po' come piccoli-grandi esploratori della conoscenza.


 

D- La scienza come arte e-o poesia,  quindi?


La scienza come arte e l'arte come scienza. Penso proprio di si.
La costante è senza ombra di dubbio questa storia universale inerente la Bellezza.
E sulle orme di questa storia mi sono imbattuto, per caso – come del resto,  credo, ogni cosa nella vita – nel  principio "arte come vita", ovvero in quella identificazione di teatro e vita, l'arte come riscatto dell'uomo, l'arte come liberazione al di là di ogni sovrastruttura. Binomio inscindibile tra arte e vita era la bandiera di un gruppo di artisti che all'inizio del secolo scorso ha rivoluzionato la scena dell'arte. A loro ho sempre guardato e continuo a guardare.  A quel teatro dove l'attore non è in scena come nella vita, ma al contrario deve essere nella vita come è in scena. A quel teatro itinerante, di denuncia, popolare, teatro rivolto alla massa, teatro per tutti – o meglio – di tutti. A quel teatro di rifiuto del cosiddetto "teatro tradizionale" e che va alla ricerca di un teatro nuovo. A quel teatro fatto da attori-non attori, un teatro che incarna perfettamente l'ideale di attore-artista che l'attore-artista per eccellenza, Leo de Berardinis (rappresentante indiscusso del Nuovo Teatro Italiano del secondo Novecento, assieme al più noto Carmelo Bene), ci ha insegnato.
L'attore-artista è l'artefice assoluto dello spettacolo: non soltanto attore ma anche autore, regista, tecnico delle luci e del suono. Performer, in una sola parola. Paragone bizzarro ma più che mai azzeccato quello che associa l'arte contemporanea a un frullatore. Turbinio di immagini, suoni, colori, musica e parole mescolati insieme. Ribaltamento, sconquassamento emotivo, esperienza polisensoriale.





D- La cultura in Italia è ... moderna?


Moderna come le catene di una prigione dei tempi andati, la nostra cultura.
Come Narciso continuiamo a guardarci allo specchio ed a ripeterci quanto siamo belli, siamo in catene e la cosa paradossale (ma non troppo) è che ci piace pure stare incatenati. Qualsiasi forma di sperimentalismo è bloccata a priori. Il nuovo è visto come pericolo, come attentatore ad uno status intellettivo che di intellettivo ha ben poco. Il teatro e la scienza dovrebbero essere forze centripete nella cultura del proprio tempo, dovrebbero allargare  le loro  frontiere senza pregiudizi, attirare al loro interno fenomeni ed eventi che hanno origine e consistenza altrove. Che il teatro e la scienza debbano adempiere a una funzione di rigenerazione della società risulta essere cosa ovvia. Risulta essere cosa ovvia per pochi, evidentemente.
Non vi è amore e senza amore non vi è comportamento estetico e, di conseguenza, non vi è  comportamento etico. Senza amore, senza estetica e senza etica non vi può essere cultura. La tecnologia è rimasta l'ultima frontiera, o ci riesce la tecnologia a liberarci dalle catene oppure è davvero finita. 





D- Contro il passapresentismo... quale la tecnoterapia?


Occorre cambiare, bisogna cambiare.
Bisogna cambiare - in primo luogo, assolutamente - il modo di esporre le cose e non le cose, se quelle cose sono le cose fondamentali. E la cosa fondamentale, la cosa suprema, davanti alla quale non esiste distinguo alcuno è, e rimane, la Bellezza. La Bellezza è il filo rosso che lega arte e scienza.
In una società decadente, il teatro, se veritiero, deve riflettere il declino e, a meno che non voglia tradire la propria funzione, deve mostrare un mondo in grado di cambiare ed aiutarlo a cambiare. Il teatro permette di cambiare, raccontando la scienza cambia proiettandosi nel mondo che verrà.
La tecnoterapia potrebbe essere la interdisciplinarietà, nell'accezione che Roland Barthes dà al termine, ovvero non un tema analizzato dal punto di vista di più discipline, ma una sorta di fusione tra esse al fine di creare una nuova forma d'arte che appartiene e al tempo stesso non appartiene a nessuna disciplina. Esperienza più che mai proiettata nel futuro, esperienza che però non dimentica di voltarsi indietro per rendere omaggio a Giorgio Gaber e al suo Teatro Canzone, così come a tutti quei menestrelli soliti a intrattenere la corte così come il popolo, fino alle più recenti esperienze del Living Theatre che nella sua sperimentazione si proponeva come teatro nomade, itinerante, di strada.
"Dalle aule universitarie alle bettole di periferia, dai teatri alle piazze di paese, ovunque ad inseguir Bellezza" è, per concludere, lo splendido canto del mio gruppo.



 
25 marzo 2012

Antica Ferraria: per Ferrara capitale del Medioevo meraviglioso secondo Le Goff e Huizinga * a cura di Simone Zagagnoni

  


Da alcuni mesi, a Ferrara, una news rilevante nel panorama culturale cittadino. La nascita di Antica Ferraria, associazione culturale a cura del ricercatore culturale (e anche poeta) Simone Zagagnoni ( e già circa 100 soci) per la promozione, la divulgazione, la reinvenzione di Ferrara, capitale del Medioevo e di certo Rinascimento.
Detto da un futurista...  e azione culturale a Ferrara, persino banale, vista la storia di quelle età del cosiddetto Passato, tutt'oggi viva e pulsante nel quotidiano della città estense, in gran parte, e il Centro Storico  in particolare (ma non solo- vedi Area  San Giorgio con la prima Cattedrale e persino un borgo della Ferrara originaria, 1000/1200 circa.., ecc)  alla luce del Sole.
Va da sè- a Ferrara- nonostante anche Istituti del Rinascimento ai vertici nazionale-e  un patrimonio anche di risorse umane notevolissimo- incluse altre associazioni con la cosiddetta Tradizionalità (e nello specifico storico in questione) decine e decine di Festival, ma nessun Festival del Medioevo o di certo Rinascimento, nonostante costanti iniziative e spesso di indubbio valore (ad esempio anche le celebrazioni di qualche anno fa per Lucrezia Borgia, tra molte altre).
Ecco, forse uno degli obiettivi prossimo venturi della nuova associazione,  certamente di particolare impatto turistico, si pensi solo alla piccola ma stupenda Brisighella in Romagna da diversi anni.
Il Medioevo di Ferrara inoltre, nell'immaginario si è spesso anche mixato (ma anche per concrete connessioni storiche)...  l'ultimo medioevo con certo rinascimento nascente, l'ala cosiddetta più pagana, cara al meraviglioso stupendamente espresso e dimostrato da figure quali Le Goff e Huizinga- tra altre.
Un archetipo della Bellezza transtemporale, al di là della storiografia classica dell'Illuminismo e del pur ben celebre MedioEvo oscurantista, per questioni di potere temporale della Chiesa di Roma e certo corollario inquisitorio: un futuro anteriore ancora incompiuto da riformattare come appunto homo ludens contemporaneo.
Tutte dinamiche culturali quest'ultime e molte altre ben consapevoli per la Antica Ferraria, non ultimo la necessità appunto di liberare anche da certi eccessi accdemici o per addetti ai lavori (spesso involontari) appunto quel meraviglioso eccetera, per altra via persino (e Jung stesso l'ha dimostrato da un secolo quasi) alla base di certa scienza contmporanea, almeno in quanto- per dirla con un certo Nietzsche- "la magia ..infanzia dellla scienza" : dalla balistica degli arcieri di Corte o meno  a cibernetica e razzi spaziali, da certo esoterismo alchemico apparente all'Intelligenza Artificiale e così via.  Un'altra visione stessa della Storia, anche per il futuro di Ferrara, al passo con la complessità del nostro tempo, spesso nelle provincie (per quanto d'arte) ancora ovattata da ideologismi obsoleti...

sito on line Antica Ferraria  http://www.anticaferraria.com/

R. Guerra


mercoledì 21 marzo 2012

Università degli Studi di Milano: presentazione della collana Pessoana *a cura di A. Scarabelli e la Rivista Antares 27 3 '12

Cattedra di Storia della Filosofia I;
Edizioni dell'Urogallo;
Antarès - percorsi antimoderni;


Presentazione della collana "Pessoana" delle Edizioni dell'Urogallo

Interverranno:
Davide Bigalli
Marco Bucaioni
Rita Catania Marrone
Carlo Arrigo Pedretti
Vincenzo Russo
Coordina:
Andrea Scarabelli




MARTEDI' 27 MARZO 2012,
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO,
VIA SANT'ANTONIO 5, AULA 3, ORE 16.15




venerdì 16 marzo 2012

Tangerine Dream "Live 1975 Cattedrale di Coventry

UN NUOVO UOMO IN UNA NUOVA ERA!!!



DINANIMISMO PER UN NUOVO FUTURISMO ALL'INCONTRARIO.
di
Zairo Ferrante
Il grande merito del futurismo, e lo si evince già dal nome, è stato quello di saper leggere il futuribile. Infatti, Marinetti e i Suoi intuirono che il mondo stava per cambiare, capirono prima di tutti gli altri che il progresso e la tecnologia stava per diventare una costante della società e non più un evento estemporaneo.
Fu così che grazie a una genialità senza paragoni, seppero elevarsi a "Maestri di Anime" e, per mezzo della loro produzione artistica, presero per mano l'uomo d'inizio '900, ricco di "pathos" ma non pronto per il progresso, e lo accompagnarono nel "mondo tecno-sviluppabile".
Oggi, in un mondo "tecno-sviluppato" in cui la scienza e il progresso sono delle costanti giustamente inarrestabili, l'Artista deve fare esattamente il contrario.
Bisogna, infatti, che la produzione artistica aiuti l'uomo "pre-robot" a ritrovare e a far ripartire la sua Anima disorientata dall'eccessiva velocità e dai numerosi input che arrivano dai media, dalle vetrine e dalla globalizzazione.
Queste parole possono sembrare eccessive - o meglio folli - ma sono, secondo me, necessarie affinché tutti si rendano conto che a breve quello che distinguerà l'uomo dal "post-umano" sarà proprio il suo sapere e dovere "fare anima"...

sabato 10 marzo 2012

Paolo Melandri : intervista per N.O. by Nuova Oggettività magazine

 D1 "Nuova Oggettività" o "New Realism" - nuova sbandierata rotta oltre il postmoderno di certa area storicamente "gauche" - nel futuro prossimo?
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> R1 Necessità di trascendere la povertà concettuale e progettuale del "Postmoderno". Proporre una mistica intransigente dell'Arte.
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> D2 Davvero possibile, nella prassi, danzare tra il computer e i graffiti, tra l'azzurro del cielo e il silicio fosforescente?
>
> R2 Non solo possibile, ma necessario: è attingere al patrimonio esperienziale che ci è dato.
>
> D3 Verso l'Ingegneria im-prevedibile della felicità o una sfida estrema alle stelle, prima dell'implosione della civiltà?
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> R3 Prima che il Contemporaneo-Antico imploda, fondare un Medioevo di Luce per i prossimi 1000 anni.
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> D4 Tra realtà e utopia, l'Italia tra 100 anni...
>
> R4 Tra 100 anni l'Italia sarà ad un guado... guarderà ancora indietro, ma sarà costretta ad andare avanti... verso il misticismo elettronico di un nuovo Medioevo tomistico...

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giovedì 8 marzo 2012

Paolo Ruffilli in "Futurismo per la Nuova Umanità" (Armando Editore)


 Il neofuturista ferrarese Roberto (o Roby Guerra) ha appena edito per la prestigiosa Armando di Roma (specializzata nelle scienze sociali e universitaria) Futurismo per la Nuova Umanità. Dopo Marinetti: arte, società, tecnologia. Opera programmatica che colma certa lacuna della letteratura critica sul futurismo, considerato dalla maggior parte dei critici esperienza dell'avanguardia italiana conclusa fin dalla scomparsa di Marinetti, fondatore nel 1909 del Futurismo. Guerra al contrario intende dimostrarne certa sua continuità, avalatto appunto da un editore di indubbio peso, almeno in chiave postfuturista. Per un nuovo futurismo aggiornato ai nostri tempi, oggi all'era di Internet. Da Futurismo Oggi (Roma) di Enzo Benedetto, Antonio Fiore e Vitaldo Conte all'ala culturale futuribile di Riccardo Campa, Stefano Vaj (Milano); ai nativi digitali netfuturisti di Antonio Saccoccio o connettivisti science fiction di Sandro Battisti ; al celebre Graziano Cecchini RossoTrevi (Roma), l'uomo della Fontana Rossa di Trevi e altri blitz futuristici); allo stesso postcontemporaneo, performer e musicista postpunk Valerio Zekkini (Bologna), l'urfuturista Sandro Giovannini, il futurista logico Giovanni Tuzet, il videomaker Alessandro Amaducci..
Nello specifico del volume da segnalare anche un capitolo tributo al celebre scrittore Paolo Ruffilli, ultimo forse esponente di certa neovanguardia letteraria «storica" (la generazione di... Sanguineti, Zanzotto, Luzi, Eco... Spatola...). Un estratto:

  

*cover Marco Lodola.


"....Una sorta di Paroliberismo futuristico innestato da Ruffilli con "calcolo inconscio" neopitagorico e... musico-matematico (anche collaborazioni futuristiche, dal celebre aeropoeta Tullio Crali al futurismo contemporaneo). Pagine e versi specifici zoomati su ardui temi psicosociali particolari quali tossicodipendenza e carcere, metafore in Ruffilli per accendere sempre più nel XXI secolo, la Libertà come estetica e poetica dell'esistenza, concreta, vissuta; o universali, l'amore, im-possibile, im-prevedibile, enigma che forse domanda persino vite ulteriori per de-cifrarlo..

E il tutto, la cifra di Ruffilli, squisitamente in minuscolo o nanoletterario: esito di certa peculiare "tecnepoetica", il ritmo quasi minimal di spogliare consonanti e vocali per suonare i colori infiniti tra zero e uno, mix di versi oltre le 7 note immaginarie...."

mercoledì 7 marzo 2012

Intervista su Nuova Oggettività a Alessio Brugnoli




Una Nuova Oggettività estetica,,, anti-effimera e nuovamente "valoriale" è possibile in Italia?
Non è possibile, ma necessario e doveroso. Ciclicamente società e culture entrano in crisi: che sia per motivi immanenti o per il fatto che le relazioni umane sia intrinsecamente caotiche e quindi rispondenti alla dinamica non lineare e alla teoria della catastrofi, non sta a me dirlo.
Le crisi, ineluttabili, non devono far paura: nonostante le rovine che lasciano, sono occasioni per ripensare il vissuto storico e ridefinire il futuro.
In Italia e forse nell'intero Occidente, negli ultimi vent'anni, dinanzi al definitivo crollo della declinazione che abbiamo dato della Modernità nel Novecento, l'intellettuale e l'artista, invece che riflettere e agire, ha nascosto la testa sotto la sabbia.
Ha rinunciato all'avanguardia, l'utopia di ricreare il mondo, per giochi combinatori di citazioni.
Suonavano ragtime, mentre la nave affondava, piuttosto che impegnarsi a virare la rotta ed evitare lo scoglio.
E' tempo di cambiare questo andazzo e tornare a cavalcare la tigre, correndo anche il rischio di finire tra le sue fauci.
Rilanciare la possibilità del Nuovo, l'Idea che nel creare si possa andare oltre la replica, nostalgica o ironica del passato.
E recuperare la tensione verso l'Oggetto, ciò che costituisce la Natura dell'Essere al di là dell'Effimero, l'Arte deve riflettere sull'Assoluto e su ciò che ci rende uomini, non sul contingente e sul transitorio... Tra un secolo Berlusconi, Bersani, la Tav, la crisi greca saranno note a margine sui libri di Storia. Ma le domande sul vivere e sul morire rimarranno invariate.
E per tornare ad interrogarci su noi stessi e a proporre risposte, inquiete, incerte e fallibili, dobbiamo avere il coraggio di proporre un Pensiero Forte che costituisca base di dialogo e anche di scontro, ma che trascenda il soggettivismo fine a se stesso in cui siamo affogati negli ultimi anni
La matrice è neoideale, tra Evola.. Hillman e Rella, forse.. secondo te quali input in più sarebbero fondamentali?
Evola e Hillman sono venerandi maestri e quindi il loro pensiero deve essere conosciuto, meditato, tradito e messo da parte.
Ciò che conta è il loro esempio e le domande che si pongono. Perchè le loro risposte sono figlie dei loro tempi, di condizioni e sfide che sono diverse da quelle che affrontiamo oggi.
Il problema del virtuale, la contaminazione tra carne e silicio, la dialettica con le nuove tradizioni che irrompono nell'Occidente.
Sfide nuove richiedono strumenti intellettuali nuovi. Sta a noi trovare le nostre risposte.
Rella, anche se guarda al Passato, piuttosto che al Futuro, sicuramente fornisce spunti interessanti per fondare un'estetica contemporanea
Un ottimo punto di portenza potrebbe essere il suo saggio Arte e Violenza
Gli input aggiuntivi dovrebbero provenire dal confronto con le riflessioni della scienza sul Caos, sulle riflessioni di Maturana e Varela sui sistemi e sulla loro autopoiesi, dalle profetiche intuizioni di Dick, dall'osservazione delle culture interstiziali che si stanno sviluppando attorno al digitale, alla body art e alla street art che stanno contribuendo a ridefinire il nostro Zeitgeist, Spirito del Tempo
In Italia esiste una dittatura ancora paleocomunista culturale o inerzia berlusconiana...tale ipotesi?
Entrambe sono effetti, non cause della crisi. Ne parlavo proprio ieri sera con lo scrittore Marco Moretti che mi ha raccontato un episodio inquietante. C'era un gruppo di adolescenti che davanti ad un'insegna di un vecchio negozio nel centro di Milano discutevano se maniscalco fosse una parola giapponese o di qualche altra lingua straniera.
La cultura in Italia sta implodendo: siamo un popolo di pseudo lettori e pseudo intellettuali che non sappiamo più dare significato alle parole e alle idee. Le interpoliamo, come se fossero ideogrammi affogati in un mare di rumore bianco.
Per citare Marco,
Il lessico è drammaticamente collassato. I mezzi espressivi sono sclerotizzati, quando non inesistenti
Questo perché la crisi dell'intellettuale che non riesce ad andare oltre il pensiero di un gentiluomo scozzese del Settecento o di un giornalista di Treviri dell'Ottocento oppure affoga in un edonismo cinico e disinteressato, ha causato anche una crisi educativa.
Per questo dobbiamo reagire…. Il motto di qualsiasi Nuova Oggettività o Avanguardia dovrebbe essere un qualcosa di analogo al Sapere Aude kantiano
Tu hai scritto uno dei manifesti di certo postfuturismo letterario... avanguardia prossimo ventura parallela o anche ala di N.O o nostalgia da rettificare?
I manifesti sono simili alle diagnosi al termine di una visita medica: analizzano i sintomi, identificano malattie della società e dalla cultura, propongono cure.
Ma è compito del paziente, ossia di ognuno di noi, tradurre le proposte in azioni. Se io butto giù un Manifesto sulla Scrittura, è mio dovere realizzarlo praticamente in romanzi e racconti, dar concretezza ai principi, altrimenti rimangono soltanto chiacchiere vuote.
Avanguardia prossima ventura ? No. In una società liquida come la nostra, descrivibile tramite la metafora della rete, l'avanguardia tradizionale, intesa come gruppo verticista, chiuso e strutturato non credo abbia più senso: più che essere propositivo rischierebbe di rinchiudersi da solo in una riserva indiana.
Credo più nell'approccio bottom-up: gettare semi, lasciare che fioriscano liberamente, senza costrizioni, in una sorta di spontaneismo creativo e libero. La potenza dell'Avanguardia è nell'eresia, non nel dogmatismo.