lunedì 27 agosto 2012

Vitaldo Conte e la Trans Art: contributi di Roby Guerra futurista * da Nuova Ferrara

 

Libro "futurista" con i contributi di Guerra

FERRARA Dopo Pulsional Gender Art (Avanguardia 21, Roma), indagine sulle avanguardie contemporanee, dove il futurista ferrarese Roberto Guerra (che pubblica per Armando editore e cura il Laboratorio di letteratura futurista) è stato evidenziato fra i promotori principali italiani del postfuturismo attuale, Vitaldo Conte, scrittore e storico d'arte, ha appena edito Pulsional Trans Art per la Gepas. Un volume complementare quasi biografico e con tanti contributi critici. Tra essi anche i netfuturisti come il ferrarese Roberto Guerra con due interventi: un'intervista a Conte e una recensione all'opera intellettuale di quest'ultimo, mirata sulla reinvenzione futurdada di Conte stesso. Nel volume citazione della Nuova Ferrara, estratto da un articolo su Pulsional Gender della primavera scorsa. Trans Art sarà corso di studio all'Accademia delle Belle arti di Catania nel 2012/2013.
 
*nel volume, cartaceo e ebook, contributi significativi - tra altri- degli stessi Carmelo Strano, Antonio Saccoccio, Giovanni Sessa, Orazio Parise, Stefano Balice. (nota di Asino Rosso)
 
 
NUOVA FERRARA

Depero 1912: futurismo-irridentismo

Depero 1912. Il Touring Club Italiano tra futurismo e irredentismo, la mostra
A cura di Nicoletta Boschiero e prodotta dal Mart in collaborazione con il Touring Club Italiano, la mostra sarà in visione alla Casa d'Arte Futurista Depero di Rovereto fino al 2 settembre 2012.
Un recentissimo ritrovamento ci permette di farcene un'idea molto chiara: un album con fotografie della Val di Fiemme, decorate da Depero nel 1912 e finora inedito. Un album fu commissionato a Depero dall'imprenditore Mario Rizzoli, e dedicato al Touring Club Italiano "propugnatore del rimboschimento delle valli del Trentino". Ecco cos'ha fatto Depero tra il 1909, anno in cui studiava alla Scuola Reale Elisabettina di Rovereto, e il 1914, anno in cui i futuristi lo accolgono a braccia aperte a Roma
Questo volume è ora il fulcro dell'esposizione "DEPERO 1912. Il Touring Club Italiano tra futurismo e irredentismo". L'album è stato fortuitamente ritrovato nel 2009. L'attribuzione è certa: il nome "Fortunato Depero" è ben leggibile sotto un disegno a destra della terza pagina. Ogni pagina del volume è abbellita da decorazioni ad acquerello, china e biacca e didascalie a inchiostro eseguite da Depero...CONTINUA
 
 
 
 
http://www.daringtodo.com/lang/it/2012/08/26/depero-1912-il-touring-club-italiano-tra-futurismo-e-irredentismo-la-mostra/

venerdì 24 agosto 2012

La vita extreme art di Timothy Leary *VIDEO


Quel guru fricchettone che mise gli slip al trip

Nel "primo tempo" della sua vita fu il re degli eccessi e dello sballo. Poi il ritorno all'ordine e la scoperta di una nuova droga: gli affari
 
*di Stenio Solinas  *da Il Giornale

 
«È stato ovunque, ha fatto qualunque cosa e si è scopato chiunque». Quarantenne, aveva cominciato nel '60 con i funghi allucinogeni in Messico, la psilocibina e l'LSD, e ne era stato il messia psichedelico: «Turn on, Tune in, Drop out», accenditi, sintonizzati, sganciati. Tenuta a battesimo dalla Beat Generation, la controcultura americana era allora entrata in un pacifismo multicolore che faceva dell'estasi individuale e di una variopinta religiosità l'antidoto a una società capitalistica saldamente strutturata. Leary era lì, ad assicurare che lo «sballo» chimico ne avrebbe illuminato le menti. «Fatevi d'acido e fregatevene, fate quello che vi pare».Nel '69 si era candidato a governatore della California perché «il piacere era un questione politica», ma già l'anno dopo si era ritrovato in carcere, per possesso di marijuana. Non era la prima volta, ma per via del complicato sistema giudiziario americano (libertà provvisoria sottoposta a cauzione, sommatoria di sentenze e di reati fra Stati diversi etc) la prospettiva di trascorrervi il successivo decennio era reale. Così, dopo 204 giorni di prigione, era evaso con la complicità dei Weather Underground, la frangia violenta del movimento studentesco pacifista dell'epoca (quest'anno al Festival di Venezia, The Company you keep, un film di e con Robert Redford, ne racconterà la storia) e si era ritrovato nei panni, non suoi, dell'ideologo rivoluzionario. «Sparare a un poliziotto robot genocida per difendere la vita è un atto sacro. È il giorno di Shiva dall'aria torva. ATTENZIONE! Sono armato e dovrò essere considerato pericoloso». Commentò un suo antico compagno di trip allucinogeni: «L'ennesimo svitato con la pistola». In fuga dagli Stati Uniti, Leary arrivò prima in Algeria, dove le Pantere nere americane, che avevano lì il loro quartier generale in esilio, si fecero garanti presso il governo algerino del fatto che fosse una specie di Frantz Fanon bianco, duro e puro. Quando una pattuglia di frontiera ritrovò Timothy a Bou-Saada, la «città della felicità», che nudo con la sua compagna di fuga si faceva d'acido al sole, le Pantere nere decisero di tenere la coppia sotto chiave e questo pose fine alla breve alleanza fra loro, la comunità hippy e il gruppo armato dei Weather. «Si comportano come porci sbirri della Narcotici» fu il commento.Dall'Algeria, Leary volò prima in Svizzera, dove si convinse di essere una specie di reincarnazione di Aleister Crowley, occultista e negromante, poi a Kabul, in Afghanistan, con una nuova fidanzata. Qui, nel '73, il governo americano gli diede appena il tempo di atterrare, poi, tramite un funzionario, gli rubò letteralmente il passaporto dalle mani, ne provocò così l'espulsione e se lo riportò in patria dove al reato di evasione aggiunse il carico da novanta di essere «la mente» della Fratellanza dell'Amore Eterno, la «mafia hippy» ritenuta responsabile del narcotraffico sul territorio Usa. «Abbiamo buttato la chiave per il prossimo quarto di secolo» gli disse il secondino chiudendosi dietro la porta della cella. Leary aveva superato i cinquant'anni, una moglie morta suicida nel suo passato, due figli strafatti di droga nel suo presente (Susan, la primogenita, si sarebbe suicidata anche lei anni dopo), una serie incredibile di espulsioni, da Harward, dal Messico, da Antigua, dalla Repubblica Domenicana, altrettante tappe delle sue abortite comunità dell'amore, «Hôtel Nirvana» dello sballo, un numero incredibile di libri, interviste, deposizioni dove diceva tutto e il suo contrario. Aveva anche una collezione di amanti-mogli giovani e fuori di testa: Nena von Schlebrügge, la più bella modella dell'Agenzia Ford e futura madre dell'attrice Uma Thurman, Rosemary Woodruff, modella anche lei, attrice e hostess, Joanna Harcourt-Smith, aristocratica «regina delle nevi di Chelsea», dove il titolo nobiliare non stava a indicare il dominio di una località di montagna, ma il super uso di cocaina.L'anno dopo, dal carcere di Folson, Leary fece prima sapere di essere in contatto con lo spazio profondo e gli extraterrestri e si dichiarò pronto al progetto di una città-nave spaziale da lanciare alla conquista delle stelle e della conoscenza cosmica.... C
 

giovedì 23 agosto 2012

La Bologna underground di Valerio Zekkini futurista postcontemporaneo *VIDEO



Nella storica Bologna Alternativa, non solo ad esempio Wu Ming, Luther Blisset, Bifo, certa area editoriale tipo Pendragon e Argo, oltre ai classici Dalla e Guccini, certamente link tutt'oggi tra i più creativi di certa controcultura contemporanea.
Da diversi anni, meno noto per questioni anche ideologiche, ma celeberrimo e quasi di nicchia e cult, spicca l'azione futurista postcontemporanea di Valerio Zekkini (al secolo Zecchini) e i suoi PCCORP, Postcontemporary (o Postcontemporanei).
Zekkini: saggista e poeta d'avanguardia, diversi libri all'attivo, l'ultimo (Patriottismo Psichedelico) proprio per Pendagron, performer e musicista appunto con l'electroband sopraindicata, autore anche ai limiti di certa poesia sonora elettronica, come evidente tra l'altro nel suo remix musicale con i PCCORP proprio del Manifesto futurista di Marinetti, dall'artista cantato declamato con rara efficacia.
Oltre a certa profondità analitica, originale e controcorrente, Zekkini, come accennato è robot da palcoscenico: proprio in questi giorni l'ha confermato a Bologna, conferenza e presentazione di Manzotin Mantra, ultimo cd dell'electroband, come ben evidenziato da La Repubblica:
"Il flusso magnetico emanato dalla barbarie verbale e sonica creerà una atmosfera di catarsi cosmica…..Il Collettivismo del benessere e della felciità del Villaggio della salute più di Monterenzio", alcuni dei postcontemporanei aforismo futurismi lapidari dell'artista futurista bolognese.
Naturalmente anche per il centenario Zekkini, con Rosso Trevi e altri tra i principali promotori della continuità futurista post1944, è già stato protagonista, con conferenze e performance in tutta Italia, tra cui quella del centenario futurista di Ferrara, in cui ha presentato anche uno dei suoi iconoclastici ed eretici videoclip, Funerale per Berlusconi, spiegandolo quasi in antitesi al titolo apparentemente irriverente e prevedibile idoelogicamente.
Proprio tale video, stile Zekkini come altri, con forti venature anche neodadaiste, è forse una password per captare con le gisute antenne la poetica di Zekkini, la sua originalità rispetto all'underground italiano del nostro tempo. Outsider rispetto a certe sovrastrutture ancora politicamente trasparenti di certo underground overground, Zekkini e con i PCCORP, è quasi la versione elettronica dei ben noti ex CCCP, precursori di certa tecnocultura anarchica post centri sociali.
In Zekkini, peraltro, proprio per la coscienza e il substrato futurista del progetto, il suo cyberpunk all'italiana appare più davvero postcontmporaneo: disincantato, leggero, imprevedibile, senza certe zavorre: ad esempio, fin dal titolo Manzotin Mantra è già un icona significante e irriducibile. Oppure, proprio a Bologna, certi lussi d'avanguardia, tipo recitare Carducci e Foscolo (a modo suo) travestito da pellegrino islamico in preghiera seduto sul classico tappeto maomettano, certamente non è un'apologia, ma provocazione ben più prossima ai versetti satanici di un Rusdhie.
Semplicemente potente e programmatico, infine il suo Manifesto per Futurismo 100, su Marinetti e il futurismo oggi, con la chicca, da Zekkini comunicata ai media probabilmente per primo della scoperta del celebe manifesto edito in Italia su un quotidiano emiliano il 5 2 1909, anteprima persa dalla memoria storica, anziché il 20 Febbraio su Le Figaro a Parigi….

Controcultura SuperEva (2009) * di R. Guerra

http://guide.supereva.it/controcultura/interventi/2009/08/valerio-zekkini-e-i-postcontemporanei-bologna-overground

 

martedì 21 agosto 2012

Andrea Amaducci: super azione netdadaista vs Rigor Montis nel simulacro di CL a Rimini * + VIDEO

In mutande da Cl: "Fate l'amore non fate lo spread"

Parte da Ferrara la provocazione che chiude l'intervento di Monti a Rimini

"Fate l'amore non fate lo spread": questo lo slogan della sexy contestazione che parte da Ferrara e arriva dritta dritta al cuore del meeting Cl, organizzato come tradizione alla fiera di Rimini. Il gruppo "L'alieno" – composto dagli artisti ferraresi Andrea Amaducci e Maria Ziosi, dall'attrice milanese Paola Roberti – ha scardinato un poco la scaletta dell'evento.
Appena concluso l'applauditissimo dibattito sul tema "giovani e crescita", presieduto dal premier Mario Monti, il trio si è alzato in piedi sulle sedie dell'auditorium e, spogliandosi fino a rimanere con la sola biancheria intima addosso, ha srotolato un grande striscione giallo sagomato a forma di slip gigante. "Siamo nati in mutande e cresceremo in mutande": questa la scritta a lettere cubitali che ha disorientato la platea, mentre Amaducci – conosciuto a Ferrara per l'inconfondibile alieno, che si può trovare disegnato nei luoghi e nelle vie più disparate, del centro come della periferia – esprimeva ad alta voce il motivo della protesta.
Il tutto è durato appena mezzo minuto, subito sono accorsi gli uomini addetti alla sicurezza, per sedare il chiasso e portare via i contestatori. "Abbiamo aspettato che il presidente del Consiglio si fosse allontanato dalla sala prima di cominciare – racconta oggi lo street artist –, una scelta che è stata molto apprezzata dalle forze dell'ordine. Sono stati tutti gentilissimi: hanno capito subito che non eravamo sedicenni incoscienti appena usciti dal centro sociale, ma che la nostra azione era consapevole e non voleva creare disagio".
Durante l'improvvisazione sono stati anche distribuiti dei profilattici ai presenti: "siamo stati un passo indietro rispetto alla volgarità, e alla provocazione forzata", commenta sempre Amaducci, spiegando i motivi dell'incursione: "siamo stanchi di tutta questa putrida bancarotta, che coinvolge la politica, l'etica, l'ambiente. Si dovrebbe ritornare alle cose semplici: stare assieme, vivere più a contatto con la natura, comprare direttamente dai contadini. Queste sono le cose di cui parlo tutti i giorni con i miei amici, cose semplici".... C
 
ESTENSE COM
 
 
 

lunedì 20 agosto 2012

Antonino Zichichi: Scienza sola ecopolitica del mondo, convegno planetario a ERICE


"Emergenze planetarie Quelle false aggravano quelle vere"...
 
Rischiamo di andare incontro a un disastro ambientale di proporzioni planetarie.
 
Disastro di cui si parla poco, che consiste nello spendere miliardi nella illusione di risolvere problemi legati alle emergenze planetarie che emergenze non sono. Purtroppo la cultura del nostro tempo detta moderna è in realtà pre-aristotelica. Ecco perché l'opinione pubblica mondiale è terrorizzata dall'anidride carbonica e dall'effetto serra - essenziali per la nostra vita ma indicate dalla cultura dominante come gravissime emergenze planetarie. Che emergenze però non sono. Esattamente come emergenza planetaria non era il famoso «buco dell'ozono»; e fu proprio la comunità scientifica della WFS (diecimila scienziati di 115 nazioni) a studiarne le radici (chimiche e dinamiche) proponendo un progetto che trovò nella parte chimica la soluzione. Se vivessimo l'era della Scienza, le grandi conquiste scientifiche sarebbero patrimonio di tutti e la cultura si sarebbe battuta al fine di dare vita a un potere politico in grado di affrontare e risolvere le vere emergenze planetarie, che sono ben altre.È necessario costruire una grande alleanza tra scienza e politica. Alleanza che deve avere come unico obiettivo la difesa della qualità della vita su tutto il pianeta. Ecco perché centodieci scienziati di quaranta Nazioni sono da oggi a Erice per la 45ª sessione dei Seminari internazionali sulle emergenze planetarie, dedicata al ruolo che deve avere la scienza nel Terzo Millennio. Questo ruolo sarà determinante per affrontare e risolvere le poco note emergenze planetarie che l'umanità ha ereditato dalla violenza politica (ed economica) esplosa nel Ventesimo secolo. Violenza che ha stravolto i destini del mondo lasciandoci in eredità le emergenze planetarie che la comunità scientifica della WFS ha studiato, realizzando cento progetti-pilota in cinquanta Paesi relativi ad acqua, suolo, cibo, energia e ad altre reali calamità. Noi scienziati però possiamo solo proporre soluzioni. La realizzazione dei progetti ha bisogno del potere politico. C'è infatti un enorme salto tra il costo di un progetto-pilota e i fondi necessari alla sua effettiva realizzazione. Per illustrare la differenza tra progetto-pilota e progetto effettivo, ecco l'esempio di un progetto-pilota che abbiamo fatto in Cina negli anni '90: il Sistema di previsione e gestione delle inondazioni del Basso Fiume Giallo, volto a risolvere gli enormi problemi creati dalle inondazioni nel bacino del Fiume Giallo che ogni anno causavano migliaia di vittime. Il costo del progetto pilota è stato 3,4 milioni di dollari. I risultati hanno permesso alle autorità cinesi di intraprendere con successo l'attuazione del progetto completo con l'aiuto della Banca Mondiale che ha stanziato un miliardo di dollari.I risultati ottenuti dalla WFS sono l'unica prova, per tutti i governi del mondo, della possibilità di affrontare (e risolvere) i problemi a una sola condizione: che ci sia una ferma volontà politica. Ecco le radici del progetto elaborato dalla WFS per un Centro di Studi e Ricerche. È proprio nello spirito di una grande alleanza tra scienza e politica... C
 
Antonino Zichichi
 
IL GIORNALE
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/emergenze-planetarie-quelle-false-aggravano-quelle-vere-830691.html

Appunti per un’Arte Rivoluzionaria 1.0 di Alessio Brugnoli

 


Il Potere, qualsiasi sia la sua forma, è in cerca di legittimazione, di un qualcosa che dinanzi agli oppressi ne giustifichi l'esistenza e l'utilità.
Per questo coccola l'Arte, considerandola uno strumento di propaganda, una delle tanti droghe dell'anima da propinare ai popoli, per addormentare le coscienze
Così tenta di proporre un'Arte a sua misura, svuotata, castrata, che sotto la dicitura di "Bello" e "Razionale" nasconde il tentativo di eliminare ogni contestazione.
Un'Arte che propone un'immagine falsa del mondo che sostituisce alla complessità dell'Uomo la semplicità dell'Autonoma, pronto ad integrarsi come un ingranaggio dei meccanismi di produzione e consumo che schiacciano la fame di vita e di libertà dell'Individuo.
Per fortuna, tale tentativo è destinato al fallimento. Al di là delle cortine fumogene con cui possono avvolgerla critici, galleristi e curatori, l'Arte è sempre minacciosa per il Potere.
Ogni volta che un artista crea qualcosa e lancia un'idea cambia il mondo, perchè costringe l'uomo a riflettere su ciò che è, sulle sue manchevolezze e sulla necessità di affrontarle… L'Arte è mutamento non conservazione. Per questo non può essere organica al Potere, che in tutti i modi tende a perpetuare se stesso.
Se prova ad esserlo, tradisce la sua natura, si svuota di senso, trasformandosi in retorica e decorazione. Ed è quello che sta purtroppo accadendo in Italia e in Europa.
I motivi di tale crisi, a mio avviso, sono essenzialmente tre: la centralità dell'economia nel processo di creazione e condivisione dell'Arte, la frammentazione dei saperi, la perdita del coraggio di costruire il futuro
Centralità dell'economia: a quattro secoli da Leon Battista Alberti, un'opera d'arte è tornata a essere una merce e l'artista poco più di un artigiano.
Ebbene, al di là della necessità concreta dell'artista di vivere del suo lavoro, il valore economico dell'opera è contingente.
L'Artista non è un tecnico o un impiegato, ma un filosofo che traduce in immagini le sue intuizioni sull'Assoluto, sull'Essere e sul Tempo.
Riflessioni che hanno valore non se rimangono confinate in un museo o in una galleria, ma se scavano nella Vita d'ognuno. E per far questo, è necessario ripensare in maniera costruttiva gli attuali meccanismi del Mercato, ripronendo la centralità dell'Artista, non quella di chi vive parassitando la sua creazione
Frammentazione del Sapere: negli ultimi trent'anni, si è creato uno iato tra intellettuale, scrittore e artista. Ma l'Arte non vive di barriere, ma di contaminazioni.
Bisogna ricreare l'esigenza di un approccio globale e olistico al Sapere, che ricrei una visione organica del Mondo, che riproponga la forza dell'Utopia, non evento irrealizzabile, ma come futuro possibile e condiviso.
Coraggio del futuro: l'Italia è un paese per vecchi, schiavo di una classe dirigente decrepita il cui obiettivo è il Presente, non il Domani.
Bisogna ribellarsi a questo, recuperando la dimensione sovversiva e anarchica dell'Avanguardia. Questo non è l'unico mondo possibile. Può essere cambiato, dal coraggio e dalla potenza creativa dell'individuo, capace di guardare oltre l'apparenza.
Rischiare nuove tecniche e linguaggi. Esplorare nuovi simboli. Guardare oltre l'Orizzonte.
Solo così l'Arte potrà tornare a tornare ad essere il Motore del Mondo
 
Alessio Brugnoli

venerdì 17 agosto 2012

Il postcomunista Putin riapre il gulag per le Pussy Riot: vergogna mondiale per la solita Russia...

MOSCA (Reuters) - Tre componenti della punk band femminile Pussy Riot sono state condannate oggi a due anni di carcere perché riconosciute colpevoli del reato di teppismo motivato dall'odio religioso, dopo che mesi fa avevano inscenato una protesta contro il Cremlino dall'altare della principale cattedrale ortodossa di Mosca.
La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a tre anni di reclusione per le tre ragazze, che a febbraio di quest'anno erano salite sull'altare della cattedrale di Cristo Redentore e avevano recitato una "preghiera punk" chiedendo alla Vergine Maria di liberare la Russia dal presidente Vladimir Putin.... C

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE87G01J20120817

martedì 14 agosto 2012

Arte e Cinema in Michelangelo Antonioni


Gabriele Macorini

Le arti figurative nel cinema di Michelangelo Antonioni

Prefazione, Introduzione e Note del medesimo autore

In copertina e all'interno foto d'archivio sempre dell'autore, eccetto quelle di pp. 4 e 224, scaricate online

Este Edition, Ferrara 2012, pp. 224, € 15,00

Gabriele Macorini s'è laureato in Storia e Critica dell'Arte proprio nella sua Milano, con una tesi di laurea che è riproposta in questo bel libro: Le arti figurative nel cinema di Michelangelo Antonioni.

Pubblicazione che, per l'interesse che ne trae la città di Ferrara, visto che Milelangelo Antonioni era di origine ferrarese, e nella Certosa di Ferrara è stato pure tumulato (Ferrara 1912 † Roma 2007), le relative amministrazioni provinciale e comunale, nonché Ferrara Terra e Acqua, ne hanno volentieri assunto il patrocinio. Anzi il 2012 marca il centenario della sua nascita, che la stessa città di Ferrara ha intenzione di festeggiare con una mostra, a lui dedicata, al Palazzo dei Diamanti, e che, a causa del terremoto, è stata costretta a rinviare alla successiva primavera.

L'autore tiene a sottolineare che lo scopo dell'originaria tesi, e quindi della presente opera, non è tanto dare un quadro completo sulla cinematografia di Antonioni, bensì di limitarsi ad un'analisi dei suoi legami, colti nel cinema, con le arti pittoriche specialmente contemporanee (cfr. Introduzione, p. 9). Per la cronaca, il medesimo regista amava dipingere. Tant'è che prima di morire si dedicò, piuttosto che al cinema (forse anche a causa della sua grave malattia), alla pittura ed altresì alla letteratura. A quattro mani, in copia con l'amico, poeta e sceneggiatore, Tonino Guerra, di fatto pubblicò il libro intitolato L'aquilone. Ma il punto cruciale è che, sia nella pittura che, nondimeno, nella sua arte cinematografica, emergerebbe la raffinata cultura figurativa di Antonioni. Soprattutto le sue doti poliedriche. Per l'appunto da questa trattazione risulta che, spesso, nel Maestro sono presenti note d'arte informale e di metafisica, assieme ad altre rappresentazioni ancora che si rifanno a varie tendenze e movimenti artistici. L'autore non può non richiamare il fatto che il movimento metafisico si sia consolidato esattamente a Ferrara, città natale del Regista, ad opera di Giorgio de Chirico.

In particolare, secondo Macorini, nell'arte informale, Antognoni metterebbe opportunamente a fuoco il disagio esistenziale. Mentre il tocco metafisico corrisponderebbe a quel senso della solitudine che sta sempre a corollario d'un'esistenza in bilico tra il terreno e lo spirituale, che inevitabilmente richiamerebbe l'alienazione dell'individuo.

Gabriele Macorini nell'Introduzione dichiara che, la finalità della sua analitica tesi s'è viavia resa concreto saggio attingendo dagli studi di: Seymour Chatman, Aldo Tassone, Carlo di Carlo e Giorgio Tinazzi.

Il libro, corredato da oltre un centinaio di fotografie, quasi tutte di proprietà dell'autore, diviso in tre larghe parti di studio – Il ruolo dei paesaggi; L'importanza degli interni; Figure (o manichini) –, nell'insieme consta di ben sette sezioni. Alle preannunciate tre si aggiungono: Prefazione ed Introduzione; Le citazioni dirette di opere d'arte e Conclusioni .

Quanto a Il ruolo dei paesaggi (pp. 15-106), egli sostiene che nel cinema di Antonioni «spesso il paesaggio conta di più degli interpreti stessi, in quanto rivelatore dei sentimenti e delle sensazioni dei personaggi: spesso quello che i protagonisti provano è disagio, solitudine, sofferenza, sentimenti non tanto evidenti sui volti degli attori, ma resi visibili dai paesaggi scelti dal regista (tanto che Antonioni pare preoccuparsi prima dei luoghi in cui girare un film che della vicenda stessa)», cfr. p. 15. E, tra i vari luoghi selezionati dal Maestro, la città sembrerebbe ergersi a luogo d'alienazione per eccellenza.

Analogo discorso vale circa L'importanza degli interni. Quale rievocazione d'una cosiddetta poetica degli oggetti, elemento dell'arte metafisica, atto soprattutto a ripescare l'idea del realismo magico di Morandi (cfr. p. 107).

Di conseguenza i personaggi dei film antonioniani risultano essere semplici Figure (o manichini): «molto spesso […] i personaggi di Antonioni sono inquadrati come dei manichini […] ripresi di spalle». Ne risulta ulteriormente che l'uomo, che dovrebbe essere vero protagonista, invece non è altro che «un essere che vuole parlare, ma che non riesce a comunicare ciò che ha dentro», cfr. p. 164.

Le citazioni dirette di opere d'arte, richiamate a p. 217, non fanno altro che completare la vestitura peculiarmente culturale del Maestro. Però, nel contempo, a mio modo di vedere, considerata la parsimonia in tal senso (i richiami si riassumono in appena poche unità), denotano una grande personalità all'insegna d'altrettanta originalità.

Gabriele Macorini, grazie alla sua interessante tesi, ed a questo conseguente, quanto eccellente libro ha dato un ottimo contributo all'allargamento della conoscenza del già di per sé famoso Michelangelo Antonioni.
          
RECENSIONE di Emilio Diedo
emiliodiedo@libero.it

Zairo Ferrante e il Dinanimismo su PULSANTE RADIO WEB

Il "Dinanimismo" e alcune poesie di Zairo Ferrante prossimamente in onda su "Pulsante Radio Web" all'interno del programma "Poesia, l(')abile traccia dell'universo"
 
logoPRW.jpgGiovedì 16 agosto 2012 alle 22:30, su "Pulsante Radio Web", andrà in onda una nuova puntata del  programma webradiofonico "Poesia, l(')abile traccia dell'universo"..
Uno speciale, nel corso del quale saranno declamate tre liriche di Zairo Ferrante ( http://zairoferrante.xoom.it/ ) e in cui sarà dato ampio spazio anche all'avanguardia Dinanimista.
Per ascoltare la trasmissione ( gratuitamente ) occorrerà prima accedere all'indirizzo http://www.internettabile.org/prw/main/main.asp; dopodiché, nella pagina che si sarà nel frattempo aperta, bisognerà scelere (fra quelle elencate subito sotto la scritta "Per ascoltarci usa questi link") la soluzione più congeniale al vostro computer.
E'possbile ascoltare la trasmissione anche in seguito, sfruttando la pagina podcast al seguente indirizzo ( gratuito ): http://www.internettabile.org/prw/programs/main.asp?ID=7

Poesia, l(')abile traccia dell'universo

Una trasmissione a cura di Pietro Pancamo e Carla Burdese.
Tutti i gioved� alle 22.30, su Pulsante Radio Web!
In replica il venerd� alle 14, sempre sulle bitFrequenze di Pulsante Radio Web.
La trasmissione ha una cadenza mensile.
Direttore editoriale e conduttore: Pietro Pancamo.
Redattori: Andrea Borla (romanziere e critico), Carla Burdese (insegnante di matematica nelle scuole superiori e declamatrice ufficiale del programma), Paolo Ottaviani (poeta e saggista).
Pietro Pancamo (1972) è caporedattore per la poesia dell'e-zine «Progetto Babele» e coordinatore del portale «L(')abile traccia» (citato in un libro della Zanichelli). Conduce un programma di poesia per "Pulsante Radio Web", emittente di Milano. È autore di Manto di vita (LietoColle, 2005). Compare nelle antologie Geografie poetiche (Giulio Perrone Editore, 2005) e Poetando. L'uomo della notte (Aliberti editore, 2009) curate rispettivamente da Walter Mauro e Maurizio Costanzo...Biografia tratta da: http://poesia.blog.rainews24.it/2011/04/25/opere-inedite-pietro-pancamo/

domenica 12 agosto 2012

Kraftwerk No Nukes 2012 -Video...Radioactivity ... Hiroshima/Fukushima... japan version

Camus 100 con l'eretico Michel Onfray *Video


Album Da Onfray alla Filippetti Caos sul centenario di Camus

In Francia sta montando un caso sulle celebrazioni per il centenario della nascita di Albert Camus (2013), specie su un'esposizione in suo onore a Aix-en-Provence. Dapprima annullata, poi riesumata, ma con un nuovo curatore, il filosofo Michel Onfray. Catherine Camus, detentrice dei diritti sui fondi del padre, si era opposta alla nomina dello storico Benjamin Stora, e a maggio fu tutto annullato. Ieri la designazione di Onfray, con il ministro della Cultura, Aurélie Filippetti, contrariata per non essere stata consultata

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/album-onfray-filippetti-caos-sul-centenario-camus-828811.html

MICHEL ONFRAY  WIKIPEDIA

« Dio non è morto perché non è mortale. Una finzione non muore. »
(M.Onfray, Trattato di Ateologia[1])

Nato da una famiglia di contadini normanni, consegue la laurea in Filosofia e, dal 1983 al 2002, insegna questa materia agli studenti dell'ultimo anno di un istituto tecnico a Caen. Lo fa in contrasto con il programma didattico nazionale che, secondo lui, prevede solo l'insegnamento della storia della filosofia del passato, trascurando la pratica della stessa nella vita quotidiana e i più recenti sviluppi del pensiero in rapporto alle scienze. Michel Onfray si dimette dall'incarico nel 2002 (l'anno in cui Luc Ferry diventa Ministro dell'Istruzione). Nel corso dello stesso anno crea l'Université populaire de Caen e, nel 2004, ne scrive il manifesto (La communauté philosophique, la comunità filosofica).
Michel Onfray ritiene che la filosofia non possa esistere senza l'ausilio apportato dalle scienze naturali, dalla psicoanalisi e dalla sociologia in una coniugazione del sapere scientifico con quello filosofico. Secondo lui, un filosofo pensa in modo coerente solo se dispone di adeguati strumenti del sapere, altrimenti le sue analisi si collocano al di fuori della realtà.
I suoi scritti celebrano l'edonismo, i sensi, l'ateismo filosofico e la figura del filosofo artista nella tradizione dei pensatori greci che affermano l'autonomia della vita e del pensiero. Ostentando un ateismo senza concessioni, egli sostiene che le religioni sono indifendibili in quanto strumenti d'oppressione e di frattura con la realtà o di elusione da essa. Grazie ad un linguaggio ricco e fluente, riesce a spiegare efficacemente le sue teorie nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche. Non sorprende quindi che anche emittenti di stampo conservatore lo invitino sovente, perché egli ricopre il ruolo di "ateo di servizio" (athée de service, secondo una definizione da lui coniata).
Michel Onfray appartiene a una classe d'intellettuali vicina a correnti di pensiero individualiste e libertarie, di cui tenta il recupero dell'afflato originario attraverso lo studio dei filosofi cinici (Diogene) e epicurei (Epicuro), ma anche tramite tutta la storia della filosofia (pensatori libertini, alcuni esponenti della Scuola di Francoforte).
Anche in Italia Onfray è noto, oltre che per i suoi libri (specialmente il Trattato di ateologia), per i suoi significativi interventi in convegni internazionali concernenti il pensiero filosofico, la religione e la spiritualità.....
http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Onfray
 

venerdì 10 agosto 2012

Commento allo scritto “Le ecoballe della bioagricoltura” di Giuseppe Gorlani

 
Mi ha stupito leggere l'articolo "Le ecoballe della bioagricoltura" di Riccardo Cascioli, tratto da Il Giornale. Cosa c'entrano tali riflessioni con la "nuova oggettività" alla quale in questo sito si dice di aspirare? Certo, l'"oggettività" impone di registrare tutto, ma poi si deve trarre dall'analisi una sintesi capace di orientare. Lo scritto in questione nega ogni valore all'ambientalismo e all'ecologia, basandosi implicitamente sul presupposto che il sistema sviluppista ed evoluzionista nel quale stiamo vivendo sia l'unico giusto e possibile e che solo esso sia capace di portare l'uomo – ridotto alla mera identificazione nel corpo fisico e nella mente dicotomica – verso il soddisfacimento di tutti i propri bisogni. Secondo chi scrive, ci si trova di fronte all'ennesimo esempio di hybris caratterizzante il mondo moderno, per il quale tutto ciò che è "natura" non si riduce ad altro che a oggetto di asservimento e di sfruttamento. Non vale se poi i risultati disperanti di simile visione sono sotto gli occhi di tutti; l'importante è affermare la supremazia di un uomo monco – che in quanto "monco" non è che bruto tra i bruti –, portando infelicità al pianeta intero, umani compresi.
Se con il termine tradizione intendiamo la trasmissione di valori immutabili, connaturati all'ente umano, consapevole di Essere, non vi è niente di tradizionale nell'articolo di Cascioli. Secondo la tradizione, infatti, l'umanità sta regredendo e decandendo viepiù, non migliorando. Se proprio vogliamo parlare di un "miglioramento" dobbiamo concepirlo nel senso di una sempre maggiore presa di coscienza dell'oscurità e della pochezza (scaturenti da un'ignoranza o mancanza principiale) che ci attanagliano e non già nel fatto, puramente relativo, che l'uomo stia materialmente evolvendo; in altre parole, è la presa di coscienza della pochezza che ci ammorba a suscitare in noi l'aspirazione alla Conoscenza, al Sublime, al Sacro, a Dio o che dir si voglia.
Se non ci rendiamo conto di essere malati, come potremo mai guarire? Coprendo con una patina di superficiale ottimismo la marcescenza di cui siamo infetti, aggiungeremo marcio al marcio, avviandoci verso il più completo annichilimento. Di ciò ci hanno parlato ad abundantiam Evola, Gnon, T. Burckhardt, Coomarswamy e altri grandi pensatori. Quest'ultimo, tra l'altro, nella sua pregevole raccolta di saggi Sapienza orientale e cultura occidentale dedica un saggio a L'illusione dell'alfabetismo. Del resto, basta dare una scorsa veloce al panorama culturale odierno per rendersi conto della vacuità che lo caratterizza. Che se ne fanno allora del saper leggere e scrivere le masse moderne? Alle masse è stato concesso di alfabetizzarsi unicamente per accedere alla neolingua barbarica, oggi imperante, finalizzata all'omologazione di tutte le differenze in nome di un'impossibile uguaglianza degli enti. In realtà, quelli che si avvalgono della cultura per occuparsi delle questioni fondamentali rimangono puntualmente pochi.
L'articolo in questione mi offre pure l'occasione di porre il dito in quella che ritengo una piaga del cosiddetto "tradizionalismo", coincidente, a livello ideologico e politico, con una sedicente "destra": il più totale disinteresse per l'ecologia interna ed esterna. E' senz'altro vero che negli ambiti ecologici prosperano spesso idee antitradizionali e materialistiche aberranti: la negazione tout court dell'antropocentrismo e dello status di prima persona dell'ánthropos, l'appiattimento degli enti a livello biologico, la confusione tra relativo e assoluto, ecc.; ciò tuttavia non giustifica l'atteggiamento di chi fa di ogni erba un fascio. L'assumere posizioni rigide e cieche e il non esercitare la discriminazione sono comportamenti che conducono alla sterile contrapposizione degli estremi.
Personalmente credo invece che il momento attuale sia il più opportuno per imparare ad esercitare il discernimento, riponendo innanzitutto al Centro il senso essenziale del nostro esistere (etim.: uscir fuori dall'Essere); significato che non spinge verso un "diventare" questo o quello, bensì ispira ad illuminarci, a risvegliarci e a reintegrarci nella Coscienza divina onnipervadente, la quale, come insegnano le Upanishad e altri testi sapienziali atemporali, non nasce e non muore.
Senza tale radicale riorientamento, qualsiasi azione non è che un cieco brulichio votato al niente. Scrive Andrea Emo in un suo Quaderno di metafisica: «E che cosa è infine per noi degno, degno di amore di attenzione di intenzione, di volontà? Nessuna cosa, nessun oggetto, poiché le cose e gli oggetti sono transitori, la loro natura è di sfuggire, di sparire, di attirare l'un l'altro e di trasformarsi l'un l'altro. Chi segue questi oggetti con entusiasmo cioè con passione, è trascinato da questo processus in infinitum, è trascinato al suo intenso processus in infinitum cioè alla follia. Quello in cui si deve porre volontà e fede è l'eterno».
A mio modesto modo di vedere, la citazione testé riportata non implica il disprezzo per la natura, intesa quale oggetto, né un'impossibile astrazione da essa, volta ad adharmiche biotecnologie o ad iperboliche "conquiste" scientifiche; essa, piuttosto, evidenzia l'assurdità dell'assolutizzare la "datità" relativa, estrovertendo in toto l'attenzione e proponendo miraggi di progresso irraggiungibili e insensati. Lo si deve sottolineare: l'uomo resterà sempre un alienato sino a che non comprenderà che la natura è la vibrazione, lo spanda, per dirla in sanscrito, dell'Ineffabile. Idea, intelligenza e azione sono un unicum, non realtà separate. Perciò l'ammirazione, la venerazione e la contemplazione della natura, nella sua coincidenza esterno-interno, sono segni di risveglio che non debbono e non possono restare lettera vuota, ma tradursi in stile di vita, in armonia, salute ed equilibrio. Giacchè è soltanto col superamento del dualismo conoscenza-azione, o individuo-mondo, che si può liberare la Via ostruita dall'ignoranza e dall'incoerenza ed emanciparsi dal nichilismo.
Giuseppe Gorlani