mercoledì 27 luglio 2011
Gaia...felice scienza!
Heureux qui possède la science!
Heureux qui possède la science ! il ne cherche pas à usurper sur ses concitoyens, il ne médite pas d’action injuste. Contemplant la nature éternelle, l’ordre inaltérable, l’origine des éléments des choses, son âme n’est ternie d’aucun désir honteux
*
from Paolo Melandri
Paolo Melandri "Sehr Innig"
Sehr innig
E la mia vita freme senza pianto,
Accade poi che incroci il mio cammino
E scende su di me fosco dolore
le mani allora cercano il chiarore
*Paolo Melandri
E la mia vita freme senza pianto,
senza lamenti pena cupa e greve.
I fiori dei miei sogni, come neve,
sono dei giorni silenziosi il manto.
Accade poi che incroci il mio cammino
una domanda. Piccolo mi chino
e l’oltrepasso come un’acqua fonda,
di cui non posso misurare l’onda.
E scende su di me fosco dolore
sì come il grigio delle notti ardenti
schiarite solamente da una stella:
le mani allora cercano il chiarore
per invocare con eletti accenti
quel che non trova mai la mia favella.
*Paolo Melandri
giovedì 21 luglio 2011
sabato 16 luglio 2011
Il Mav irrompe a Genova- futuristi e situazionisti
*Tra i promotori, Antonio Saccoccio e Stefano Balice, tra gli autori del libro manifesto Nuova Oggettività
Oggi 16 luglio a Genova, presso l’AC Hotel in zona Quarto, i principali rappresentanti del MAV (Movimento per l’Arte Vaporizzata). All’ordine del giorno i due punti fondanti del programma del MAV: il superamento dell’arte attraverso la sua vaporizzazione, portata avanti seguendo direttrici teorico-pratiche che oscillano costantemente tra le esperienze futuriste, dada e situazioniste più radicali; la liberazione dal/del lavoro, autentica religione contemporanea.
Il MAV è un movimento artistico costituitosi dalla fusione di diversi gruppi e movimenti contemporanei e del recente passato: da ciò che resta del vecchio Gruppo IDRA (anni Settanta) al recentissimo Movimento per l’Arte Cervicale, al Net.Futurismo, al gruppo ALTA (Associazione-Laboratorio per la TransArchitettura).
L’evento, che figura ufficialmente tra le tappe del “Primo Concilio InterAvanguardista 2011-15 – Tesi e proposte preparatorie per l’avvenire oltrizzontale”, prevede gli interventi di artisti, critici, scrittori e teorici provenienti indifferentemente da ambienti accademici e underground: Stefano Balice, Andrea Leonessa, Visual Mark, Laika Facsimile, Giorgio Pedivella per il Movimento Arte Cervicale; Antonio Saccoccio, Marco Raimondo, Silvia Vernola, Gianluigi Giorgetti, Klaus-Peter Schneegass, Kristian Fumei per il Net.Futurismo; Emmanuele J. Pilia, etc. per ALTA. Hanno inoltre aderito scrittori, artisti e ideologi di diverso orientamento: Blade Painnet, Joseph Deskolath, Roberto Guerra, Dario Lapenta (Italiavanguardista), etc. Previsto anche l’intervento di Elisabetta Mattia e Loretta Bertoni per la casa editrice “Avanguardia 21”, che si è posta recentemente come punto di riferimento per la cultura d’avanguardia internazionale.
I lavori del meeting procederanno per tutto il pomeriggio, dalle 15 alle 20. Previsto un collegamento audio-video con i mavvisti da Roma. Dopo la chiusura annunciate vaporizzazioni oltre-artistiche con incursioni e creazione di situAzioni nel centro di Genova.
Intervengono:
Stefano Balice
Silvia Vernola
Laika Facsimile
Antonio Saccoccio
Visual Mark
Emmanuele J. Pilia
Dario Lapenta
Marco Raimondo
Roberto Guerra
Blade Painnet
Joseph Deskolath
Elisabetta Mattia
Loretta Bertoni
Giorgio Pedivella
Blade Painnet
Joseph Deskolath
Elisabetta Mattia
Loretta Bertoni
Giorgio Pedivella
Siamo degli artisti soltanto in quanto non siamo più degli artisti: stiamo realizzando l'arte. (Internationale Situationniste, agosto 1964)
Vaporizzare l’arte è l’ultimo compito che può avere oggi un artista prima di uscire definitivamente di scena.
(Movimento per l’Arte Vaporizzata, maggio 2011)*gENOVA VISTA DALLO SPAZIO
(Movimento per l’Arte Vaporizzata, maggio 2011)*gENOVA VISTA DALLO SPAZIO
Zairo Ferrante: futurgrafia e il Libro del Dinanimismo
*Zairo Ferrante è tra gli autori del Libro Manfesto Nuova Oggettività
Zairo Ferrante I BISBIGLI DI UN'ANIMA MUTA
Edito dalla CSA EDITRICE-2011
*ACQUISTO ON LINE E LIBRERIE NAZIONALI-ROMA, eccetera...
*Florilegio number one dinanimista per il promotore Zairo Ferrante, sintesi essenziale dei primi anni della nuova poetica: dal 2009, esperimento letterario, neoumanista e postavanguardia, già rilanciato-per la cronaca- da Style/il mensile inserto de Il Giornale, a cura di Girolamo Melis, e dalla prestigiosa rivista poetico-culturale- Isola Nera diretta dalla celebre poetessa sarda Giovanna Mulas
*ACQUISTO ON LINE E LIBRERIE NAZIONALI-ROMA, eccetera...
Nota Biografica:
Zairo Ferrante nato a Aquara, in provincia di Salerno, nel 1983, vive attualmente a Ferrara dove ha studiato e ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia.
È autore del libro di prosa e poesia “D'amore, di sogni e di altre follie” edito da este-edition, autore dell'e-book “DInamismo (Movimento Poetico Rivoluzionario delle Anime) ovvero CONNETTIVISMO POETICO”, e curatore dell'e-book “La poesia come voce dell'anima ovvero l'Anima in personal” (Futurist Editions on line)
Ha fondato il “DinAnimismo” e ne ha curato il 1° Manifesto.
Alcune sue poesie sono state tradotte in Inglese, Francese e Spagnolo.
È autore del libro di prosa e poesia “D'amore, di sogni e di altre follie” edito da este-edition, autore dell'e-book “DInamismo (Movimento Poetico Rivoluzionario delle Anime) ovvero CONNETTIVISMO POETICO”, e curatore dell'e-book “La poesia come voce dell'anima ovvero l'Anima in personal” (Futurist Editions on line)
Ha fondato il “DinAnimismo” e ne ha curato il 1° Manifesto.
Alcune sue poesie sono state tradotte in Inglese, Francese e Spagnolo.
Ha colllaborato con i Transumanisti AIT e collabora con FTM Azione Futurista (tra i collaboratori del giornale blog Asino Rosso).
Ulteriori notizie su di lui si possono trovare sul suo sito ufficiale
venerdì 15 luglio 2011
Posthuman dance. Intervista al filosofo dell’electropop Riccardo Campa
ll filosofo e musicista elettronico Riccardo Campa ci parla del suo nuovo album The Italian Way, pubblicato dall’etichetta newyorkese Space Sound Records, e di molto altro…
D - Però…
R - " Però, come spesso accade, vicino alle grandi produzioni, capaci di egemonizzare i mercato con i classici tormentoni (sto pensando ora a brani come Future Brain di Den Harrow, Self control di Raf, Looking for love di Tom Hooker, Diamond dei Via Verdi, ecc.), si sono sviluppate produzioni minori che hanno prodotto qualcosa di innovativo. L’italo disco del momento – che qualcuno chiama “Nu Italo”, qualcun altro“Dirty Italo” – è più in linea con le produzioni minori, underground, meno commerciali. Inoltre, aggiungo che, se vogliamo proprio tracciare una linea tra arte e commercio, considerando che l’italo oggi non è più di moda come un tempo, chi vi dedica energie lo spinge volente o nolente più verso la pop art alternativa che verso il business. De facto, la comunità italo disco è una sottocultura autonoma dal mercato delle major e dal loro prodotto unico preconfezionato. Non mancano però sinergie. Per fare un esempio: Lady Gaga dimostra di avere appreso bene la lezione degli eighties."
R- "Un paio di anni fa il magazine inglese “Dazed and Confused”, noto per la sua capacità di fare tendenza oltremanica, ha dedicato un intero servizio alla “New generation Italo disco”, menzionando tra l’altro il mio singolo ”Another day” che, abbastanza inaspettatamente, ha spopolato in Messico. E pensare che negli anni 80, l’italo disco è circolata in Gran Bretagna quasi esclusivamente grazie alle cover di Laura Branigan."
R- "Prendo la questione alla larga, all’arte nel suo complesso. Il futurismo è stato forse l’ultima avanguardia culturale italiana che ha avuto un impatto a livello internazionale. Poi siamo sempre andati a traino degli stranieri o autoreferenziali. Questo accade anche nella musica: basta pensare a Sanremo. Chi vince Sanremo in genere vende in Italia, non all’estero. I critici o gli istituti di cultura ignorano l’italo disco per varie ragioni, non tutte peregrine a dire il vero. Innanzitutto non lo riconoscono come contributo culturale italiano, perchéè un genere che dissimula la propria italianità. Infatti, sono canzoni cantate in inglese, sostenute da un’algida sezione ritmica elettronica, con testi che non si limitano alle storie d’amore, ma parlano spesso di computer e tecnologia. Inoltre, gioca contro un tale riconoscimento il suo orientamento ostentatamente commerciale. Gli stessi pseudonimi degli artisti lo rivelano autoironicamente (Den Harrow = denaro, “Joe Yellow = gioiello, ecc.). Tuttavia, va precisato che l’orientamento commerciale è una condizione necessaria, ma non sufficiente per avere successo. Ci sono migliaia di artisti che scrivono insulse canzonette nella speranza di fare soldi e non se li fila nessuno. Il fatto è che gli italiani erano maledettamente bravi nel confezionare canzoni dance con melodie memorabili, suoni futuristici, e ritmo lento ma incalzante. Infatti, per dare risalto alle melodie ariose, scesero dai 120 o 125 bpm (battute al minuto) della disco americana ad improbabili 100 o 105 bpm. Sembrava un azzardo, ma funzionò a meraviglia. I brani risultavano potenti, ma piacevoli da ascoltare, al punto che si potevano canticchiare sotto la doccia. Le discoteche in Germania, Olanda, Scandinavia, Grecia, Spagna, Italia iniziarono a suonare solo questa musica. Ma anche i paesi socialisti dell’Est Europa (Russia, Polonia, Ungheria, ecc.) importarono massicciamente la dance italiana, anche se per ragioni non solo economiche, ma anche ideologiche. La musica americana era boicottata per l’inasprirsi della guerra fredda. Il picco di diffusione si ebbe nel biennio 1983-1984."
R- "È accaduto che gli altri paesi si sono adeguati ed hanno cominciato ad imitare i nostri artisti. Soprattutto la Germania. È stato infatti il produttore tedesco Bernhard Mikulski a coniare il termine “italo disco”, riconoscendone appunto l’italianità. Sentivano questi brani sintetici nelle sale da ballo, diversi dalla disco americana, e cantati in inglese ma con un accento marcatamente italiano. Si chiedevano: cos’e’? Italo disco! Naturalmente, quando si sono messi a fare la stessa musica i tedeschi, gli olandesi e persino gli inglesi (i Dead or alive non hanno fatto mistero di essersi ispirati all’italo disco per comporre il loro memorabile hit: “You spin me round”), americani e giapponesi hanno iniziato ad usare un termine piùcomprensivo per indicare questo genere d’importazione: euro disco. Per tornare quindi alla domanda iniziale, ho titolato il mio album “The Italian Way” per ricordare le origini italiane dell’euro disco. Questo album vuole celebrare la via italiana alla dance elettronica."
R- "Lo stereotipo dell’Italiaè purtroppo questo, anche negli USA. È chiaro che avendo l’album per titolo “The Italian Way” serviva un’immagine forte che non lasciasse dubbi. Questa foto è semplicemente un segno, un simbolo, un’icona, che non vuole assolutamente fare apologia della mafia. Il fatto è che troppo spesso, le etichette straniere che mettono sul mercato compilation italo disco non trovano di meglio che mettere in copertina foto del Colosseo o della torre di Pisa. Sono finito anch’io su alcune di queste compilation, che a livello grafico risultano piuttosto kitsch. Qual’è lo scopo di queste immagini?Rendere immediatamente riconoscibile il prodotto sugli scaffali dei supermercati, considerando che difficilmente i brani andranno su MTV. Allora, non mi è dispiaciuto affatto quando il produttore, sfogliando il mio book fotografico, ha scelto queste foto che mi ritraggono insieme ad un gruppo swing-jazz nel quale ho militato negli anni 90: La Banda."
D-Il tuo brano preferito?
R- "L’album raccoglie vecchi successi usciti solo su vinile e brani nuovi. Per quanto riguarda i vecchi brani sono affezionato a Desperado, perchéè il singolo che mi ha consacrato. Per quanto riguarda i nuovi, direi “Secret Agent Man”, dove rivelo qual’è il mio vero lavoro J, e “Cyborg Woman”. “Maybe you” ha un significato speciale perchéè dedicata a mio figlio. Aurora è un brano semanticamente “nietzscheano” che nelle forme si discosta dagli altri, perchéè una ballad elettronica, cantata in italiano, con un video dedicato all’arte e al nudo femminile… E poi… mi piacciono tutte, altrimenti non le avrei inserite nel disco."
R- "Assolutamente si. Il postumano è uno dei temi ricorrenti delle mie canzoni, anche se non l’unico. Ma, come ho detto prima, questa non è una mia specificità. Questa è una delle caratteristiche dell’italo disco. Invito a leggere a proposito la voce di Wikipedia. Ci sono gruppi che lo fanno con coscienza di causa. Visto che hai citato poc’anzi i Righeira, piuttosto eloquente in tal senso è la loro produzione più recente. Brani come “Futurista” o “La musica elettronica”, che a mio avviso sono sottovalutati dalla critica, convogliano un messaggio preciso e coerente. Per dirla con Dawkins, i memi culturali possono circolare su supporti molto diversi. Si possono diffondere certe idee nella forma di racconto orale, saggio scritto, di poesia, di legge dello Stato, di film, di videogioco, e perché no, anche di canzone. I Righeira diffondono il futurismo, non meno dei Devo o dei Kraftwerk. In una intervista a Rockerilla, molti anni fa, Ralf Hutter prese le distanze dalla scena cosmica tedesca dicendo che i Kraftwerk si ispirano al futurismo italiano. Non cantano scenari fantascientifici immaginari. Cantano poeticamente gli oggetti tecnologici terrestri costruiti dall’uomo: l’autostrada, il telefono, la radio, la televisione, il computer, il robot, ecc. Disse con orgoglio: noi siamo“terrestri”."
R- "Diciamo che va prima in discoteca e viene infettato dal meme, quindi va in una clinica e diventa postumano. Scherzi a parte, è evidente che l’arte svolge un ruolo fondamentale nel preparare le menti al cambiamento . Sul fronte del postumano direi che, insieme alla saggistica, i protagonisti principali dell’infezione memetica sono la musica pop e la letteratura fantascientifica. "
R- "David Bowie"
D-Il numero uno della musica elettronica?
R- "John Foxx"
R- "Ho troppi amici. Non vorrei scontentare nessuno."
D-Per concludere?
R- "Let’s dance."
(intervista di Roberto Guerra)
*FROM RICCARDO CAMPA THE ITALIAN WAY- MAYBE YOU *VIDEO
La musica pop – soprattutto nelle sue varianti disco electro house techno – è ormai la soundtrack del mondo computerizzato contemporaneo, del villaggio globale elettronico. Non molti sanno che Riccardo Campa, noto in Italia come professore universitario e leader del movimento transumanista, ha un alterego attivo proprio nel mondo della musica electro-pop. Da alcuni anni i suoi maxisingle come “Desperado” o “Another day” girano sui piatti dei dj di tutto il mondo. Poi sono arrivate collaborazioni importanti: ha arrangiato in versione eighties “Stay” di Albert One e “Change your mind” di Tom Hooker (entrambi usciti su vinile con la finlandese Flashback Records); ha scritto la canzone “Nineteen eighties songs” per l’interpretazione di Marc Fruttero; e ha composto “Celebration”per la Flashback Band, gruppo d’occasione che oltre a Riccardo Campa include Fred Ventura, Gianfranco Felli e Tiziana Rivale (proprio lei, la vincitrice di Sanremo nel 1983). Ora è arrivato un album CD di conio americano intitolato The Italian Way che raccoglie ben 14 brani, vecchi e nuovi. Il bello è che l’autore non si nasconde dietro alcuno pseudonimo.
D- Esistono dunque due Riccardo Campa, uno che canta nelle discoteche e uno che insegna e scrive libri?
D- Esistono dunque due Riccardo Campa, uno che canta nelle discoteche e uno che insegna e scrive libri?
R-"Visto che mi sta intervistando un poeta futurista, potrei cavarmela a buon mercato dicendo che faccio il possibile per incarnare l’uomo moltiplicato di Marinetti. O per dirla con le parole di un altro filosofo-musicista, Franco Battiato, vivo vite parallele. Nonostante le difficoltà, finora sono riuscito a conciliare le due attività, anche se più passa il tempo e più mi rendo conto che una vita non basta per fare tutto quello che ho in mente. Ho almeno dieci libri e duecento brani inediti che non trovo il tempo di finire e pubblicare.Anche per questa prosaica ragione, mi interesso di terapie anti-aging e transumanesimo.
Ma aldilà delle questioni legate al tempo, non è visto con sospetto un intellettuale che dedica tempo ed energie ad una pop cultura frivola come la musica dance? Pop electro consumistico o avanguardia di massa, come prevedevano anche in Italia Giorgio Moroder, Krisma e Righeira, e come ha fatto, perché no, Battiato?
È vero che in certi ambienti accademici “ammuffiti”, il modo migliore per fare carriera è atteggiarsi a topo di biblioteca. Ma proviamo ad inquadrare la questione nella giusta prospettiva. Come hai detto tu, i suoni elettronici sono la soundtrack del mondo moderno. Un sociologo non volge l’attenzione solo a ciò che èbello, buono e vero nel mondo platonico delle idee, ma anche e soprattutto a ciò che èritenuto bello, buono e vero dall’umanità reale. È difficilmente contestabile che le forme d’arte che raggiungono più capillarmente le masse sono oggi il cinema e la musica leggera. Tra l’altro le due forme d’arte si contaminano, giacché le canzoni sono spesso accompagnate da videoclip e i film da musiche. Ma non dobbiamo scordare che film e musiche convogliano messaggi di vario tipo, estetici, etici, politici, scientifici, religiosi, ecc. e, proprio per la loro capacità di raggiungere le masse, sono forze attive che muovono la realtà sociale. Chi cerca di capire il mondo, ignorando questa realtà, rischia di andare fuori bersaglio. Ma anche inoltrandosi verso l’iperuranio platonico, si può scoprire tutta la miopia di chi snobba la musica pop o dance. In una civiltàsuperiore, come quella dell’Antica Grecia, culla della conoscenza razionale e della metapolitica, chi non conosceva la musica e la danza era addirittura considerato inadatto a governare. Una civiltàè superiore proprio quando sa trovare il giusto equilibrio tra la dimensione apollinea e dionisiaca del’esistenza. Dunque, se qualcuno pensa che la musica leggera sia un’attività poco seria, questo è un suo problema. È evidentemente vittima di un certo provincialismo o perbenismo di maniera.
D-Il problema è l’Italia?
R- "No, assolutamente. Il problema non è il paese, ma il microcosmo in cui si vive. In Italia, come in tutti i paesi del mondo, esistono ambienti più retrivi ed altri più aperti. Io vivo e lavoro a Cracovia, una grande città, la capitale culturale della Polonia. È una città popolata da artisti e studenti, nonché molto frequentata da turisti stranieri. In questo tipo di realtà, il provincialismo non è di casa. Lo scorso anno, per esempio, in occasione del Congresso Nazionale di sociologia, le autorità accademiche mi hanno chiesto un concerto nell’Auditorium Maximum dell’Università Jagiellonica, la più antica e prestigiosa università del Paese. Non hanno voluto l’aria classica eseguita da un quartetto d’archi, ma musica leggera eseguita con computer e sintetizzatori. Del resto, nello stesso Auditorium aveva cantato prima di me Midge Ure, l’ex vocalist degli Ultravox".
D - The Italian Way in Usa...zoom sul nuovo album. Dominano in esso le sonorità elettroniche anni 80. Questa scelta vintage non è un paradosso, visto che lei è conosciuto come uno spirito proiettato nel futuro?
R- "Confermo che ho usato quasi esclusivamente macchine prodotte negli anni 80 e aggiungo che non è stato facile trovare gli strumenti necessari per ricostruire quelle sonorità. Per alcuni suoni sono dovuto ricorrere a simulatori o software, ma non ho rinunciato alla coerenza. Chi se ne intende, riconoscerà immediatamente i timbri del vecchio Roland Juno 106, del sintetizzatore Yamaha DX7, del Moog, delle batterie elettroniche Simmons e Linn Drum. Io non vedo il paradosso, perché i suoni anni 80 sono più futuristici dei suoni odierni. Mi spiego meglio. Poiché erano prodotti da oscillatori analogici o da campionatori di primissima generazione, i suoni erano più“artificiali”. I non estimatori del genere dicono che erano suoni “di plastica”, ma proprio questo era il loro bello. In natura, non si era mai sentito niente di simile prima. Quelle macchine hanno introdotto nell’universo un novum, suoni inediti, grazie a transistori e integrati. Un flauto è molto più vicino alla natura rispetto al suono di un oscillatore perché il vento che sibila in un tronco cavo può produrre per caso un suono simile, senza che sia necessaria la presenza dell’uomo. Ma la natura non assembla casualmente transistor, condensatori e resistenze. Serve un ingegnere elettronico. Quando, adolescente, decisi di studiare elettronica alle superiori, erano appunto gli anni 80 e mi dedicavo già alla musica elettronica. Seguendo l’esempio dei Kraftwerk, progettavo e costruivo i dispositivi e i circuiti che poi usavo per produrre suoni. All’epoca facevo anche musica piùsperimentale rispetto a quella che faccio oggi. Una suite strumentale composta ed eseguita con I Cancelli dell’Alba fu anche recensita positivamente da Rockerilla. Poi, con il mio nuovo gruppo Charisma, ci siamo orientati più decisamente sulle sonorità disco. Ma ora sto divagando nei ricordi… "
D - Torniamo agli strumenti. Si usano sintetizzatori anche oggi…
R - "Si, però, oggi i campionatori sono talmente evoluti che riproducono perfettamente i suoni degli strumenti tradizionali. Di conseguenza, molti artisti odierni producono canzoni con arrangiamenti tradizionali e con suoni semplicemente più puliti. In altre parole, abbiamo suoni comunque artificiali che fanno però il possibile per non apparire tali. Quasi che la tecnologia debba vergognarsi di se stessa, debba nascondersi, debba fare altro. A mio avviso il transistor deve fare il transistor, non il flauto o il violino. Coerentemente con le mie idee futuriste, amo l’artificiale, amo la plastica, amo le sonorità anni 80. Ed evidentemente migliaia di persone condividono questo amore, visto che i discografici mi chiedono sempre nuove composizioni."
D - Perché questo titolo: The Italian Way?
R - " È un discorso lungo, ma forse vale la pena di chiarire che non si tratta di una mera manifestazione di nazionalismo in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La musica elettronica si è sviluppata un po’ in tutti i paesi, non appena sono apparsi nei negozi musicali sintetizzatori e batterie elettroniche a prezzi non proibitivi. Questo èaccaduto tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80. In quel frangente, i gruppi post-punk europei hanno iniziato ad armeggiare con i synth e sono nati nuovi generi, variamente definiti new romantics, new wave, synth-pop, electro-pop, techno-pop. Nei vari paesi, questa tendenza ha assunto proprie peculiarità. I teutonici Kraftwerk sono apparsi sulla scena simili alle proprie macchine e hanno dato un carattere glaciale alle proprie composizioni. I francesi Rockets si sono presentati come alieni provenienti dallo spazio ed hanno miscelato l’elettronica a sonorità prog rock. Gli americani Devo sono riusciti a fondere punk ed elettronica e a costruire un’immagine autoironica di strampalati mutanti del futuro. Gli inglesi hanno invece prodotto musica elettronica con una chiara impronta dark/wave. Basti pensare a gruppi come New Order, Depeche Mode, Human League, Ultravox, John Foxx, Dead or alive. In Italia, infine, i musicisti elettronici hanno scelto la strada commerciale della musica dance, mettendosi in concorrenza con la discomusic americana.Anche qui, molti artisti provenivano dalla new wave, come i Gaznevada o i Kirlian Camera, altri dal pop come Miko Mission. Tre fattori hanno contribuito all’affermazione della dance italiana all’estero: la relativa debolezza della lira rispetto al dollaro, il basso costo di produzione del synth-pop rispetto alla discomusic tradizionale e la crisi di quest’ultima in USA. All’epoca vi fu una vera e propria rivolta dei rockettari che iniziarono a fare falò di vinili di disco music nelle strade, a distruggere negozi, a boicottare le radio che non trasmettevano rock. Al punto che molti artisti cambiarono orientamento…"
D -E gli italiani fiutarono l’affare…
R- "Esattamente. Dico questo per mettere subito le cose in chiaro. Questo genere non è nato con ambizioni artistiche. Perciò non vorrei ora dargli un’aura di importanza epocale. Come si suol dire, sono solo canzonette…"
D - Però…
R - " Però, come spesso accade, vicino alle grandi produzioni, capaci di egemonizzare i mercato con i classici tormentoni (sto pensando ora a brani come Future Brain di Den Harrow, Self control di Raf, Looking for love di Tom Hooker, Diamond dei Via Verdi, ecc.), si sono sviluppate produzioni minori che hanno prodotto qualcosa di innovativo. L’italo disco del momento – che qualcuno chiama “Nu Italo”, qualcun altro“Dirty Italo” – è più in linea con le produzioni minori, underground, meno commerciali. Inoltre, aggiungo che, se vogliamo proprio tracciare una linea tra arte e commercio, considerando che l’italo oggi non è più di moda come un tempo, chi vi dedica energie lo spinge volente o nolente più verso la pop art alternativa che verso il business. De facto, la comunità italo disco è una sottocultura autonoma dal mercato delle major e dal loro prodotto unico preconfezionato. Non mancano però sinergie. Per fare un esempio: Lady Gaga dimostra di avere appreso bene la lezione degli eighties."
D - L’italodisco fa dunque ancora tendenza?
R- "Un paio di anni fa il magazine inglese “Dazed and Confused”, noto per la sua capacità di fare tendenza oltremanica, ha dedicato un intero servizio alla “New generation Italo disco”, menzionando tra l’altro il mio singolo ”Another day” che, abbastanza inaspettatamente, ha spopolato in Messico. E pensare che negli anni 80, l’italo disco è circolata in Gran Bretagna quasi esclusivamente grazie alle cover di Laura Branigan."
D- A proposito di tendenze, a dare importanza all’italo disco è stata anche la penetrazione nei paesi stranieri. Gli italiani hanno fatto scuola, come raramente accade. Perché secondo lei i critici italiani non riconoscono gran valore a questo genere musicale?
R- "Prendo la questione alla larga, all’arte nel suo complesso. Il futurismo è stato forse l’ultima avanguardia culturale italiana che ha avuto un impatto a livello internazionale. Poi siamo sempre andati a traino degli stranieri o autoreferenziali. Questo accade anche nella musica: basta pensare a Sanremo. Chi vince Sanremo in genere vende in Italia, non all’estero. I critici o gli istituti di cultura ignorano l’italo disco per varie ragioni, non tutte peregrine a dire il vero. Innanzitutto non lo riconoscono come contributo culturale italiano, perchéè un genere che dissimula la propria italianità. Infatti, sono canzoni cantate in inglese, sostenute da un’algida sezione ritmica elettronica, con testi che non si limitano alle storie d’amore, ma parlano spesso di computer e tecnologia. Inoltre, gioca contro un tale riconoscimento il suo orientamento ostentatamente commerciale. Gli stessi pseudonimi degli artisti lo rivelano autoironicamente (Den Harrow = denaro, “Joe Yellow = gioiello, ecc.). Tuttavia, va precisato che l’orientamento commerciale è una condizione necessaria, ma non sufficiente per avere successo. Ci sono migliaia di artisti che scrivono insulse canzonette nella speranza di fare soldi e non se li fila nessuno. Il fatto è che gli italiani erano maledettamente bravi nel confezionare canzoni dance con melodie memorabili, suoni futuristici, e ritmo lento ma incalzante. Infatti, per dare risalto alle melodie ariose, scesero dai 120 o 125 bpm (battute al minuto) della disco americana ad improbabili 100 o 105 bpm. Sembrava un azzardo, ma funzionò a meraviglia. I brani risultavano potenti, ma piacevoli da ascoltare, al punto che si potevano canticchiare sotto la doccia. Le discoteche in Germania, Olanda, Scandinavia, Grecia, Spagna, Italia iniziarono a suonare solo questa musica. Ma anche i paesi socialisti dell’Est Europa (Russia, Polonia, Ungheria, ecc.) importarono massicciamente la dance italiana, anche se per ragioni non solo economiche, ma anche ideologiche. La musica americana era boicottata per l’inasprirsi della guerra fredda. Il picco di diffusione si ebbe nel biennio 1983-1984."
D- Poi cosa è accaduto?
R- "È accaduto che gli altri paesi si sono adeguati ed hanno cominciato ad imitare i nostri artisti. Soprattutto la Germania. È stato infatti il produttore tedesco Bernhard Mikulski a coniare il termine “italo disco”, riconoscendone appunto l’italianità. Sentivano questi brani sintetici nelle sale da ballo, diversi dalla disco americana, e cantati in inglese ma con un accento marcatamente italiano. Si chiedevano: cos’e’? Italo disco! Naturalmente, quando si sono messi a fare la stessa musica i tedeschi, gli olandesi e persino gli inglesi (i Dead or alive non hanno fatto mistero di essersi ispirati all’italo disco per comporre il loro memorabile hit: “You spin me round”), americani e giapponesi hanno iniziato ad usare un termine piùcomprensivo per indicare questo genere d’importazione: euro disco. Per tornare quindi alla domanda iniziale, ho titolato il mio album “The Italian Way” per ricordare le origini italiane dell’euro disco. Questo album vuole celebrare la via italiana alla dance elettronica."
D- E riguardo all’immagine? Sulla cover, si presenta travestito da Al Capone, con la pistola in mano e circondato da picciotti abbigliati come Cosa Nostra americana degli anni 30. Italia: mafia e spaghetti? Un altro paradosso futur-vintage?
R- "Lo stereotipo dell’Italiaè purtroppo questo, anche negli USA. È chiaro che avendo l’album per titolo “The Italian Way” serviva un’immagine forte che non lasciasse dubbi. Questa foto è semplicemente un segno, un simbolo, un’icona, che non vuole assolutamente fare apologia della mafia. Il fatto è che troppo spesso, le etichette straniere che mettono sul mercato compilation italo disco non trovano di meglio che mettere in copertina foto del Colosseo o della torre di Pisa. Sono finito anch’io su alcune di queste compilation, che a livello grafico risultano piuttosto kitsch. Qual’è lo scopo di queste immagini?Rendere immediatamente riconoscibile il prodotto sugli scaffali dei supermercati, considerando che difficilmente i brani andranno su MTV. Allora, non mi è dispiaciuto affatto quando il produttore, sfogliando il mio book fotografico, ha scelto queste foto che mi ritraggono insieme ad un gruppo swing-jazz nel quale ho militato negli anni 90: La Banda."
D-Il tuo brano preferito?
R- "L’album raccoglie vecchi successi usciti solo su vinile e brani nuovi. Per quanto riguarda i vecchi brani sono affezionato a Desperado, perchéè il singolo che mi ha consacrato. Per quanto riguarda i nuovi, direi “Secret Agent Man”, dove rivelo qual’è il mio vero lavoro J, e “Cyborg Woman”. “Maybe you” ha un significato speciale perchéè dedicata a mio figlio. Aurora è un brano semanticamente “nietzscheano” che nelle forme si discosta dagli altri, perchéè una ballad elettronica, cantata in italiano, con un video dedicato all’arte e al nudo femminile… E poi… mi piacciono tutte, altrimenti non le avrei inserite nel disco."
D-A proposito di “Cyborg Woman”… il testo è fin troppo palese: “Living longer, getting stronger, that’s what you want! Faster motion, new emotions, and you look so real…”. Parla dunque anche di transumanesimo nelle sue canzoni. I due Riccardo Campa si ricompongono?
R- "Assolutamente si. Il postumano è uno dei temi ricorrenti delle mie canzoni, anche se non l’unico. Ma, come ho detto prima, questa non è una mia specificità. Questa è una delle caratteristiche dell’italo disco. Invito a leggere a proposito la voce di Wikipedia. Ci sono gruppi che lo fanno con coscienza di causa. Visto che hai citato poc’anzi i Righeira, piuttosto eloquente in tal senso è la loro produzione più recente. Brani come “Futurista” o “La musica elettronica”, che a mio avviso sono sottovalutati dalla critica, convogliano un messaggio preciso e coerente. Per dirla con Dawkins, i memi culturali possono circolare su supporti molto diversi. Si possono diffondere certe idee nella forma di racconto orale, saggio scritto, di poesia, di legge dello Stato, di film, di videogioco, e perché no, anche di canzone. I Righeira diffondono il futurismo, non meno dei Devo o dei Kraftwerk. In una intervista a Rockerilla, molti anni fa, Ralf Hutter prese le distanze dalla scena cosmica tedesca dicendo che i Kraftwerk si ispirano al futurismo italiano. Non cantano scenari fantascientifici immaginari. Cantano poeticamente gli oggetti tecnologici terrestri costruiti dall’uomo: l’autostrada, il telefono, la radio, la televisione, il computer, il robot, ecc. Disse con orgoglio: noi siamo“terrestri”."
D-Insomma, uno va in discoteca e si ritrova postumano…
R- "Diciamo che va prima in discoteca e viene infettato dal meme, quindi va in una clinica e diventa postumano. Scherzi a parte, è evidente che l’arte svolge un ruolo fondamentale nel preparare le menti al cambiamento . Sul fronte del postumano direi che, insieme alla saggistica, i protagonisti principali dell’infezione memetica sono la musica pop e la letteratura fantascientifica. "
D-Adesso botta e risposta sulle preferenze. Il suo artista preferito in assoluto?
R- "David Bowie"
D-Il numero uno della musica elettronica?
R- "John Foxx"
D-Il top dell’italo disco?
R- "Ho troppi amici. Non vorrei scontentare nessuno."
D-Per concludere?
R- "Let’s dance."
giovedì 14 luglio 2011
Giovanni Sessa: nota bio-bibliografica
Giovanni Sessa è nato a Milano nel 1957.
Vive ad Alatri (Fr) ed è docente di filosofia e storia nei licei, assistente presso la cattedra di Filosofia politica della facoltà di Sc. Politiche dell’Università “Sapienza” di Roma, già docente a contratto di Storia delle idee presso l’Università di Cassino.
Suoi scritti sono comparsi sulle seguenti riviste: Letteratura-Tradizione, Palomar, Orion, L’Officina, Behemoth, il Borghese, Politicamente.net, Filosofiapolitica.net, fondazionejuliusevola.net.
Suoi saggi sono apparsi nei volumi: Trascendenza e gnosticismo in E. Voegelin, Astra, Roma 1979, Caratteri gnostici della moderna politica economica e sociale, Astra, Roma 1980, Il maestro della Tradizione. Dialoghi su Julius Evola, Controcorrente, Napoli 2008, Studi Evoliani 2008, Arktos, Carmagnola 2009, Studi evoliani 2009, Arktos, carmagnola 2011, E sotto avverso ciel luce più chiara, Città Aperta, Troina 2009, Il pensiero di Eric Voegelin a 50 anni dalla pubblicazione di Ordine e Storia, Franco Angeli, Roma 2011.
Ha pubblicato la monografia “Oltre la persuasione. Saggio su Carlo Michelstaedter”, Settimo Sigillo, Roma 2008. Sue sono le prefazioni dei seguenti volumi: Guy Hermet, L’inverno della democrazia o il Nuovo regime, Settimo Sigillo, Roma 2010; A. de Benoist, Come si può essere pagani?,Settimo Sigillo, Roma 2011.
E’ stato relatore al Convegno internazionale “Lo stato degli studi voegeliniani a 50 anni dalla pubblicazione di “Ordine e Storia” (Roma - Alatri, 19/20 Ottobre 2007), al convegno “Archè e Anarché” (Roma – Alatri, 29 e 30 Maggio 2009) e al Convegno “Michelstaedter tra ebraismo e Cristianesimo”(Salerno - Cava dei Tirreni, 27 e 28 Settembre 2007).
E’tra gli organizzatori dei Convegni biennali che si tengono ad Alatri, dedicati al pensiero di Evola. I suoi interessi prevalenti, attualmente, si rivolgono oltre che ad Andrea Emo, sul quale sta portando a termine una monografia, anche ad autori quali Colli ed Heidegger.
http://www.dimmidipiu.com/cultura-frosinone/il-filosofo-alain-de-benoist-oggi-ad-alatri
domenica 10 luglio 2011
Nuova Oggettività blog rassegna stampa Giugno 2011
http://nuovaoggettivita.blogspot.com/2011_06_01_archive.html GIUGNO 2011
RECENSIONE DINANIMISTA WEBZINE
http://recensionedinanimista.myblog.it/archive/2011/06/21/nuova-oggettivita.html
SCIENZA E FUTURO blog transumanista
http://thefuturist.splinder.com/post/24748984/nuova-oggettivita-postfilosofia-e-postumano
ASINO ROSSO giornale blog futurista
http://lasinorosso.myblog.it/archive/2011/06/17/nasce-nuova-oggettivita-blog.html
FAI NOTIZIA blog network radicali italiani
http://www.fainotizia.it/2011/06/28/nuova-oggettivit%C3%A0-blog-bollettino-1-28-6-2011
Sandro Giovannini-Ubu Revis tribute a Konstantinos Kavafis
*Konstantinos Kavafis
http://it.wikipedia.org/wiki/Konstantinos_Kavafis
*tribute di Sandro Giovannini- UBU REVIS-Poesia Visiva
http://it.wikipedia.org/wiki/Konstantinos_Kavafis
*tribute di Sandro Giovannini- UBU REVIS-Poesia Visiva
venerdì 8 luglio 2011
Sarà pure un miracolo economico ma la Germania lo sta pagando caro
“Profondamente preoccupanti”. E’ questo il giudizio finale delle Nazione Unite sulla condizione economica e sociale della società tedesca. Avete capito bene. Parliamo della Germania, una nazione che da oltre un anno cresce a ritmi ampiamente superiori rispetto al resto d’Europa e che è tornata ad essere il motore trainante dell’economia dell’Unione. Eppure, nonostante la Germania si sia messa alle spalle la crisi ed abbia ormai recuperato le perdite del 2009 (-4,1 per cento), la situazione sociale resta preoccupante. leggi l'intero articolo qui
di Ubaldo Villani-Lubelli
di Ubaldo Villani-Lubelli
giovedì 7 luglio 2011
Konstantinos Delioglu SOLAR POWER Video
Solar Power- Musica Elettronica di Konstantinos Deliouglu-2011
Roby Guerra-Futurgrafia
*Guerra è tra gli autori del Libro Manifesto Nuova Oggettività
Roberto Guerra (Ferrara, 1960) è uno scrittore italiano neo-futurista.
Ha pubblicato volumi di poesia, saggi sul futurismo, fantascienza ed è curatore di blog neofuturisti e transumanisti. Ha prodotto anche lavori di Poesia Sonora (tape, cd, web) e Videopoesie (canale Futurguerra you tube). Ha collaborato tra il 1989 e il 1993 con “Futurismo Oggi (Roma)”, Periodico dei giovani futuristi italiani, diretto da Enzo Benedetto e con “La Revolte des Chutes”, tra il 1991 e il 1994, rivista letteraria francese (Parigi) diretta da Marc Kober. Ha curato a Ferrara con altri la rivista letteraria Poeticamente, dal 1980 al 1995 con la quale ha curato nel 1996 AA.VV “Elettriche Poesie”, antologia poetica per il XXX anniversario di Corrado Govoni (Librit-edizioni-Comune di Ferrara). Ha curato anche le antologie letterarie “Schegge di Utopia” e “La Prima Donna sulla Luna” (La Carmelina, 2006), sulla scrittura contemporanea ferrarese. Dal 2009 é ricercatore per l'Associazione Italiana Transumanisti (AIT), L.A.C.F. a cura di Antonio Saccoccio di Net.futurismo di cui è membro dal 2011. E' stato tra i fondatori di The Scientist, video festival Internazionale, Ferrara, 2007/2008, al quale ha partecipato nelle edizioni 2007/8/9/10. Ha curato nel 2009, con Ferrara Video&Arte e FTM Azione Futurista di Graziano Cecchini il centenario futurista di Ferrara “Futurismo 100 live”. Con Cecchini e altri cura la webzine “Futurismo 2009 Space”, l'editin on line “Futurist Editions” e il giornale blog “Asino Rosso”. E' stato guida Controcultura per Supereva.it (2009/10) e collabora con il magazine on line Spigoli&Culture dal 2008. Ha partecipato nel 2011 a High Foundation 2011, rassegna d'arte elettronica (Ferrara- serata video con “Moana Lisa cyberpunk” set). Ha curato la rassegna multimediale Tiffany Art Club (2007/8, Ferrara), realizzato nel 2005 con Riccardo Roversi e Almagesto (produzione Terzo Millennio) lo spettacolo trans-futurista Punkedelic Cybernova(TerzoMillennio production) presentato a Ferrara, Bologna e Emilia-Romagna.. Ha partecipato nel 1999 al Convegno dell'Immaginario Contemporaneo a cura di Roberto Pazzi (Ferrara).Nel 1994 ha partecipato per la città/Comune di Ferrara, sezione poesia, al volume Penne per Volare, concorso a cura dei Giovani Artisti Italiani (G.A.I.). Ha partecipato nel 1984 con F.Ferioli a U-Tape (Rassegna Video a cura del Centro Video-Arte di Ferrara)..
Vive a Ferrara.
Bibliografia
Poesia Fiori della Scienza (Thc polimedia, 1983) - Futuropa (Poeticamente, 1984)- Commodore 64 (Poeticamente, 1984)- L'Ariosto sulla Luna (Liberty House, 1988)- Opere Futuriste Complete (Mantova, 2000)- ***2011 Il Canto di Hal 9000 (in Azione Futurista Roma-Ferrara....).
Narrativa Le Muse impudenti (*con R.Roversi-Ferrara, 2006) Moana Lisa Cyberpunk (Edizioni Diversa Sintonia, 2010)
Saggi Il futuro del villaggio (Liberty House, 1990)- La Città Lunare (Este Edition, 2006)-Marinetti e il duemila (Schifanoia, 2000)-L'Immaginario Futurista (Schifanoia, 2000) -**Futurismo Manifesti Scientifici (eBook- Este Edition , poi in Azione Futurista Roma-Ferrara, 2011) - AA.VVV. (Marinetti e il duemila) in Divenire 3 speciale Futurismo (Sestante Edizioni, 2009).. (Karl Marx futurologo) in Divenire 4, a cura Riccardo Campa(Associazione Italiana Transumanisti)-La poetica di Internet (eBook, Futurist Editions, 2010)-Futurismo 2000 (eBook, Futurist Editions, 2011) Azione Futurista Roma-Ferrara... (Este Edition/La Carmelina, 2011)
Poesia Sonora Balla Marinetti con G. Felloni (Tiemme edizioni, 2003)-Computerpoesia (Tiemme edizioni, 2005)-The Mute Poem of the robots (La Carmelina, 2006)
Videopoesia Fiori della Scienza (con Franco Ferioli, 1984, U-Tape Centro Video Arte Ferrara)-Futurismo Renaissance (con Eugenio Squarcia, 2007, Tiffany Art Club 2007, Ferrara, Festival del Cinema Indipendente-Roma, 2007 a cura dell'ass.culturale Consequenze)-Bunker e New Dance Pop (con A.Forlani e F.Landin) Paperinetti, Moana Lisa Cyberpunk, La Terra Top Model (The Scientist International Video, 2007/8/9/10).
http://futurguerra.blogspot.com
Roberto Guerra (Ferrara, 1960) è uno scrittore italiano neo-futurista.
Ha pubblicato volumi di poesia, saggi sul futurismo, fantascienza ed è curatore di blog neofuturisti e transumanisti. Ha prodotto anche lavori di Poesia Sonora (tape, cd, web) e Videopoesie (canale Futurguerra you tube). Ha collaborato tra il 1989 e il 1993 con “Futurismo Oggi (Roma)”, Periodico dei giovani futuristi italiani, diretto da Enzo Benedetto e con “La Revolte des Chutes”, tra il 1991 e il 1994, rivista letteraria francese (Parigi) diretta da Marc Kober. Ha curato a Ferrara con altri la rivista letteraria Poeticamente, dal 1980 al 1995 con la quale ha curato nel 1996 AA.VV “Elettriche Poesie”, antologia poetica per il XXX anniversario di Corrado Govoni (Librit-edizioni-Comune di Ferrara). Ha curato anche le antologie letterarie “Schegge di Utopia” e “La Prima Donna sulla Luna” (La Carmelina, 2006), sulla scrittura contemporanea ferrarese. Dal 2009 é ricercatore per l'Associazione Italiana Transumanisti (AIT), L.A.C.F. a cura di Antonio Saccoccio di Net.futurismo di cui è membro dal 2011. E' stato tra i fondatori di The Scientist, video festival Internazionale, Ferrara, 2007/2008, al quale ha partecipato nelle edizioni 2007/8/9/10. Ha curato nel 2009, con Ferrara Video&Arte e FTM Azione Futurista di Graziano Cecchini il centenario futurista di Ferrara “Futurismo 100 live”. Con Cecchini e altri cura la webzine “Futurismo 2009 Space”, l'editin on line “Futurist Editions” e il giornale blog “Asino Rosso”. E' stato guida Controcultura per Supereva.it (2009/10) e collabora con il magazine on line Spigoli&Culture dal 2008. Ha partecipato nel 2011 a High Foundation 2011, rassegna d'arte elettronica (Ferrara- serata video con “Moana Lisa cyberpunk” set). Ha curato la rassegna multimediale Tiffany Art Club (2007/8, Ferrara), realizzato nel 2005 con Riccardo Roversi e Almagesto (produzione Terzo Millennio) lo spettacolo trans-futurista Punkedelic Cybernova(TerzoMillennio production) presentato a Ferrara, Bologna e Emilia-Romagna.. Ha partecipato nel 1999 al Convegno dell'Immaginario Contemporaneo a cura di Roberto Pazzi (Ferrara).Nel 1994 ha partecipato per la città/Comune di Ferrara, sezione poesia, al volume Penne per Volare, concorso a cura dei Giovani Artisti Italiani (G.A.I.). Ha partecipato nel 1984 con F.Ferioli a U-Tape (Rassegna Video a cura del Centro Video-Arte di Ferrara)..
Vive a Ferrara.
Bibliografia
Poesia Fiori della Scienza (Thc polimedia, 1983) - Futuropa (Poeticamente, 1984)- Commodore 64 (Poeticamente, 1984)- L'Ariosto sulla Luna (Liberty House, 1988)- Opere Futuriste Complete (Mantova, 2000)- ***2011 Il Canto di Hal 9000 (in Azione Futurista Roma-Ferrara....).
Narrativa Le Muse impudenti (*con R.Roversi-Ferrara, 2006) Moana Lisa Cyberpunk (Edizioni Diversa Sintonia, 2010)
Saggi Il futuro del villaggio (Liberty House, 1990)- La Città Lunare (Este Edition, 2006)-Marinetti e il duemila (Schifanoia, 2000)-L'Immaginario Futurista (Schifanoia, 2000) -**Futurismo Manifesti Scientifici (eBook- Este Edition , poi in Azione Futurista Roma-Ferrara, 2011) - AA.VVV. (Marinetti e il duemila) in Divenire 3 speciale Futurismo (Sestante Edizioni, 2009).. (Karl Marx futurologo) in Divenire 4, a cura Riccardo Campa(Associazione Italiana Transumanisti)-La poetica di Internet (eBook, Futurist Editions, 2010)-Futurismo 2000 (eBook, Futurist Editions, 2011) Azione Futurista Roma-Ferrara... (Este Edition/La Carmelina, 2011)
Poesia Sonora Balla Marinetti con G. Felloni (Tiemme edizioni, 2003)-Computerpoesia (Tiemme edizioni, 2005)-The Mute Poem of the robots (La Carmelina, 2006)
Videopoesia Fiori della Scienza (con Franco Ferioli, 1984, U-Tape Centro Video Arte Ferrara)-Futurismo Renaissance (con Eugenio Squarcia, 2007, Tiffany Art Club 2007, Ferrara, Festival del Cinema Indipendente-Roma, 2007 a cura dell'ass.culturale Consequenze)-Bunker e New Dance Pop (con A.Forlani e F.Landin) Paperinetti, Moana Lisa Cyberpunk, La Terra Top Model (The Scientist International Video, 2007/8/9/10).
http://futurguerra.blogspot.com
Sandro Giovannini- Nota Biografica
SANDRO GIOVANNINI (curatore, autore- libro Manifesto Nuova Oggettività)
Nasce a Pesaro nel 1947. Figlio di ufficiale pilota pluridecorato. Ex Uff. dei Carabinieri. Studia legge, vive e lavora in molte città italiane. Scrive poesia e si occupa di critica poetico-letteraria e collabora a vari quotidiani e riviste, alcune fondate e dirette. Ritorna nella città natale nel 1974 e fonda il Centro Studi Heliopolis, che svolge un’ultradecennale attività di promozione culturale; storica la consegna a Borges, ospite dell’Heliopolis di Pesaro nel 1977, del Premio Labirinto d’Argento. Nel 1979 dà vita al Movimento Poesia Tradizionale-Vertex, che dura fino al 1991, comunità “funzionale” con molti giovani poeti italiani e corrispondenti europei, (il Vertex, nei suoi quasi 12 anni, organizza più di 15 campi di poesia, oltre 5 convegni nazionali, oltre 20 readings, 3 poemetti corali, 2 case editrici, la Edizioni Casa della Poesia in Milano, dal 1980 diretta da Enrico Squarcina e operante fino al 1990 e l’Heliopolis Edizioni, in Pesaro, fondata nel 1985 e tuttora in attività, e nell’ambito di queste, 3 riviste successive: I quaderni di Heliopolis, Letteratura, Xero). Fonda poi con Forte e Silvestri lo scriptorium heliopolis, che è la continuazione creativa della precedente ricerca. Con lo scriptorium compie un’esperienza intensissima d’indagine sulle tecniche dell’antico, ricopiando manoscritti, realizzando facsimile di rotoli e codici classici, rivitalizzando tecniche amanuensiche e miniaturistiche, studiando supporti e metodologie conservative e riproduttive e confrontandole, in chiave creativa, con le logiche di ricerca contemporanea, (poesia concreta, poesia visiva, mail art, istallazione, performance…). Ancora l’Heliopolis presenta per prima sul mercato del paraeditoriale, (Salone del libro di Torino 1989) le magliette letterarie, evento di enorme seguito… Favorisce nel 1991, un manifesto della “scrittura esterna”, che si avvale anche del supporto critico di filosofi dell’estetica e di valenti antichisti. Da metà degli anni ‘90, fondando “Letteratura-Tradizione” aggiunge all’attività poetica e grafica l’esperienza di coordinamento della rivista (di cui è caporedattore nazionale, con direttori letterari alternantisi lungo 43 numeri dal 1996 al 2009, rivista di straordinaria metodologia comunitaria tramite l’avvicendamento delle direzioni e delle sezioni autogestite) e l’esperienza del romanzo, con un primo finito ed un secondo in preparazione.
BIBLIOGRAFIA
Terra di cieli, poesia 1960-1970, inedito;
Tratti dall’ombra, poesia 1970-75, La Grafica, autoedizione;
Guardie, poesia 1976, I quaderni di Heliopolis, 1980;
La sabbia e le piramidi, poesia 1975-77, I quaderni di Heliopolis, 1980;
Kalisuite, poesia 1977-79, I quaderni di Heliopolis, 1983;
Atemporale, varia 1985, Edizioni Casa della Poesia, 1985;
Carme si-no, poesia, 1985, rivista “Parsifal”, anno III, n° 19, Gennaio-Febbraio 1986;
Il piano inclinato, poesia, 1981-1995, Heliopolis Edizioni, collana Tabulae, 1995;
L’armonioso fine, critica letteraria e metapolitica, SEB, Milano, 2005.
Poesie complete (1960-2006), Heliopolis Edizioni, 2007.
Prossime pubblicazioni: “…come vacuità e destino”, critica lett. e metapolitica; La capitale del tempo, romanzo.
Nel campo del paraeditoriale numerosi prototipi pergamenacei e cartacei, da alcuni dei quali sempre derivano le edizioni in tiratura limitata della Heliopolis, molte sculture, poesie visive ed artigianato artistico vario applicato al campo della moda ed infine varie grandi “istallazioni creative” anche con forte valenza arredativa.
http://www.sandrogiovannini.com/index.php
http://www.sandrogiovannini.com/index.php
Graziano Cecchini RossoTrevi-futurgrafia
*GRAZIANO CECCHINI – ROSSOTREVI, tra gli autori del Libro Manifesto Nuova Oggettività
Nato a Roma il 22 ottobre 1953.
Nato a Roma il 22 ottobre 1953.
Nel 2007 tinge di rosso la Fontana di Trevi, dando il via ad una serie di performance artistiche di denuncia che hanno fatto il giro del mondo.
A Fontana di Trevi segue Trinità de’ Monti, “dal RossoTrevi alla Quadricromia”, nella quale fa rotolare dalla scalinata di Piazza di Spagna 500.000 palline colorate, unendo i principali manifesti del Futurismo.
Diventa testimonial della Fondazione De Chirico, per la quale realizza due opere che nel 2010, insieme alle opere del maestro Giorgio De Chirico, sono state esposte in una mostra itinerante a Miami, New York e Los Angeles.
Nell’agosto del 2008 fa un reportage fotografico di denuncia nella giungla birmana, seguendo l’esercito di liberazione Karen.
Sempre nel 2008 viene chiamato da Vittorio Sgarbi a Salemi insieme ad Oliviero Toscani, quale Assessore al Nulla. A Salemi gira un cortometraggio su “Poggioreale, il paese che non c’è” e organizza diverse mostre del reportage sui Karen e edita a riguardo un libro di foto-giornalismo “Kaw too lei”.
Nell’ottobre del 2010 a Firenze, crea, in occasione del Festival della Creatività, The Rock, un portale di 400 tonnellate di marmo, mobilitando le principali cave delle Apuane.
Collabora con diverse aziende marmifere, la Provincia e la Confindustria di Massa e Carrara.
Attualmente impegnato nel restyling di una fabbrica a Pisa, dove attualmente vive e lavora alla sua produzione artistica, quadri e sculture.
La performance di Fontana di Trevi è stata pubblicata sul catalogo Taschen, “Uncommissioned Public Art” del 2010, attualmente nelle maggiori librerie.
Le sue performance sono state trattate dalle maggiori testate internazionali, sia televisive che cartacee (Corriere della Sera, Repubblica, Le Figaro, Le Monde, New York Times, Los Angeles Post, Rai1, Rai2, Rai3, Canale5, BBC….)
Al momento alcune sue opere possono essere viste su una delle sue pagine digitali, Facebook.
http://it.wikipedia.org/wiki/Graziano_Cecchini
http://it.wikipedia.org/wiki/Graziano_Cecchini
Futuriste d'assalto! *da Francesco Sacconi
Futuriste d'assalto!
Gentili lettori e bloggers futuristi o simpatizzanti tali,a lezioni scolastiche concluse e con i grandi riflettori mediatici ormai spenti, voglio condividere con voi la produzione poetica di tre mie alunne della classe III B della scuola secondaria di primo grado nella quale lavoro, come insegnante di lettere, in un comune della bergamasca.
Queste ragazze, dopo il loro primo confronto con il grande Filippo Tommaso Marinetti, del quale hanno letto il Manifesto comparso su Le Figarò, All’automobile e Bombardamento, hanno reinterpretato in chiave terzo millenarista quanto proposto, dimostrando non solo una lodevole disponibilità a mettersi in gioco ma anche una più che apprezzabile riuscita interpretativa.
Interessante, considerando quanto il Manifesto sopra citato esprimeva in merito al “gentil sesso”, che le poesie più riuscite all’interno del gruppo-classe siano state proprio quelle delle tre giovani donne che sto per proporre alla vostra attenzione: come dire, i tempi cambiano e, cent’anni dopo, anche la grande tradizione futurista deve fare i conti con il nuovo ruolo della donna nella società occidentale del Terzo Millennio (e fino a quando solo occidentale?...).
L’interesse ed il coinvolgimento mostrati da quasi tutti i ragazzi per il movimento futurista è poi foriero di altri spunti in merito al Movimento stesso e alla Scuola come luogo d’incontro e di scambio di idee tra giovani e meno giovani: se nel Manifesto d’inizio Novecento si esaltava la distruzione della cultura preconfezionata in biblioteche, musei, scuole ed università, forse oggi il Futurismo seerve proprio all’interno del mondo dell’istruzione, così come fu concepito sin dalla prima volta, con tutto il suo carico di vitalità, fantasia, entusiasmo, intraprendenza e traduzione in azioni concrete e risveglianti.
Proprio perché solo una società mitopoietica è realmente futuribile, il mio intento in questo blog è di condividere con tutti voi, amici lettori, idee, spunti, proposte per una nuova scuola futurista: perciò non lesinate critiche, bacchettate di ogni sorta o aspri commenti ma lanciate anche qualche bell’idea, anche provocatoria, anzi più lo è meglio potrebbe interpretare il nuovo Spirito del Tempo…
Buona lettura, dunque, alla quale premetto solo l’esplicito consenso ottenuto dalle mie stesse allieve, che saluto e ringrazio con tutto il cuore, Michelle, Arianna e Lucrezia.
-Ascolta.
E' il rumore della velocità
che rimbomba nelle nostre menti,
il rumore del vento
che scivola sulle nostre braccia.
E' il rumore del nuovo mondo
Michelle Manzoni
Aerei da guerra
Ed ecco che proprio adesso
ne sta passando uno…
È come un missile
che parte
quando meno te lo aspetti…
Bumb bumb bumb..
Lasciano cadere anche le bombe
quando passano…
Vamp buuum
Una città in fiamme..
Tutta distrutta..
Aiuto!!
È l’urlo della gente
quando ne vedono passare uno..
E intanto……
Panza Arianna
Donna
Tu donna ..
che servi solo
a soddisfare i nostri desideri.
Piangi , piangi ,
i tuoi lamenti
non verranno ascoltati.
Nessuno mai
darà importanza a te,
alle tue lacrime
che scendono dai tuoi occhi.
A te donna,
che importa solo
di te stessa
e nessun altro.
Il male che tu tramandi
ti verrà ricambiato.
Lucrezia Riboldi
(*photo opera della futurista Benedetta Cappa Marinett, Velocità di Motoscafo, 1924)
*a cura di Francesco Sacconi
martedì 5 luglio 2011
Nuova Oggettività-Manifesto in Fieri-incontro a Roma l'8 luglio
Venerdì 8 luglio 2011 alle ore 16.30 si terrà a Roma,
presso il caffè letterario Aquisgrana, Via Ariosto 28/30 (p.zza Dante - Collegamenti Metro A Manzoni; TRAM 3, BUS 16, 714) ,
un nuovo incontro sul Manifesto in fieri di prossima pubblicazione e sul progetto ad esso legato.
Francesco Mancinelli, Luisa Pesante
Paolo Melandri Mistica dell'arte (poesia)
Mistica dell’Arte
Nulla è perfetto e in sé conchiuso, come
dell’ostrica il sigillo delle valve
e quello che al lettore “grande” parve,
lo fu, perché v’impresse il proprio nome.
Norma gentil d’inanimate larve
e inganno è ripartire in due le some:
se “io” dico, anche “tu” suona il pronome
e tuo è quello che mio solo comparve.
Amico, se di Brahms senti la Quarta ,
è tua quella mestizia che risuona:
di Brahms e tue le note sono in carta,
è tua quella rinuncia che perdona.
Se per mondi lontani il tuo cuor parta,
là troverà dell’Arte la corona.
Paolo Melandri
domenica 3 luglio 2011
sabato 2 luglio 2011
Balanescu Quartet- Computer Love Video
*Balanescu Quartet- Computer Love-(Kraftwerk-1981)- 2011 live
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